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Altan, disegnando si insegna

Trevigiano di nascita, Altan comincia a disegnare, o così dice, “perché ha avuto una brava insegnante di disegno alle medie” : a sapere quanti, anche solo nella sua classe, hanno raggiunto la sua fama - sicuramente nessuno, ma questo fa parte della modestia con cui parla del suo lavoro.

Comincia a lavorare come sceneggiatore e scenografo per il cinema e la televisione, a Roma, dove inizia anche a pubblicare delle vignette per Playman. Poi, trasferitosi a Rio de Janeiro, crea il suo primo personaggio per bambini, Kiko, che coincide con la nascita della figlia, “anzi, prima ancora”, racconta, “quando mia moglie era ancora incinta : lei faceva vestitini per la bimba che doveva nascere e io facevo dei disegni che poi lei ricamava sui vestitini. Insomma cominciavo già a pensare a un gioco per mia figlia”. Tornato in Italia, si stabilisce ad Aquileia, con la moglie Mara, brasiliana, e la figlia. Collabora allora con Linus, poi altre collaborazioni, in particolare con Panorama e Rinascita, fino a quelle odierne con l’Espresso e Repubblica. Nel 1976, con Cipputi, uno dei suoi personaggi più famosi, si fa conoscere in tutta Italia. Quasi contemporaneamente, anzi con un leggero anticipo, la Pimpa, uno strano cane a pallini rossi, sfonda con il pubblico dei giovanissimi : le sue storie sono pubblicate nel Corriere dei Piccoli, poi in un mensile tutto suo edito da Franco Panini, tradotte e diffuse anche all’estero.
Il segreto del suo successo sta nel fattore gioco, presente in tutte le sue storie. Sarà lo spirito del fumettista, ma le storie della Pimpa sembrano veramente pensate da un bambino. “Sì, ho sempre cercato di imitare le storie per bambini”, spiega Altan. “Il bambino che sbatte contro la sedia e dice che è cattiva, la tratta come un essere umano. Allora ho cercato di coinvolgere anche gli oggetti : il sole, le nuvole, l’acqua, le verdure”. “La caratteristica fondamentale del personaggio”, dice l’autore, “è l’assoluta apertura e disponibilità verso tutto quello che la circonda”. Da anni i bambini le scrivono, con le domande più assurde (“fa ginnastica ?”), la invitano alle feste di compleanno, la considerano una di loro. Un’immaginazione infantile combinata ad una pedagogia ironica da adulto. Le storie della Pimpa sono un po’ come delle mini-lezioni semi-serie : per esempio la cagnolina su una rudimentale mongolfiera va in alto sfruttando il vapore (una legge fisica inconfutabile) ma poi lassù incontra il sole e comincia a parlargli, perché nei fumetti tutto è permesso, anche che il sole parli con un cane. Per fortuna c’è Armando, “papà” della Pimpa, uomo di poche ma incisive parole che, con humour e con quello sguardo meravigliato e divertito tipico dei neopapà, riporta il fantasioso quadrupede alla realtà. “Le chiuse di Armando sono pensate un po’ per i genitori”, ammette Altan, “ se si divertono anche loro è più utile”. “Non sono un pedagogo”, precisa però, “mi baso solo sulla mia esperienza di genitore”. Da genitore a nonno, Altan ha creato un altro personaggio, 3 anni fa, in coincidenza con la nascita della nipotina, Olivia. Pimpa e Armando hanno trovato allora Olivia paperina, omaggio disegnato alla nuova arrivata di casa Altan, in un pacco di natale.
Le sue creaturine - la Pimpa ma anche Kamillo Kromo (geniale camaleonte) e i numerosi amici della cagnolina - non sono solo di carta : la Pimpa è anche un cartone animato cui hanno lavorato Altan (sceneggiatura) e Osvaldo Cavandoli alla regia per i primi 26 episodi, Enzo D’Alò per la seconda serie di altri 26 episodi, cartoni animati che sono valsi alla cagnetta il “Pulcinella d’oro” del miglior personaggio al Cartoons on the bay (Amalfi, 1987) e il Grand Prix L’Enfant Lune di Ginevra, votato da più di 5000 bambini nel 1999. Anche Kamillo Kromo è andato in TV e insieme alla Pimpa e ad Olivia Paperina hanno calcato le scene : Kamillo era già stato adattato per il teatro nel 1985 (Teatro delle Briciole) mentre per la Pimpa è grazie ad una collaborazione con il Teatro dell’Archivolto di Genova e al suo regista, Giorgio Gallione, che viene messa in scena nel 1999. Lo stesso teatro ha organizzato per i 30 anni della cagnetta a pois uno spettacolo itinerante.
Oltre ai suoi personaggi, Altan ha illustrato le storie di molti autori per l’infanzia, tra cui Rodari di cui condivide lo spirito ludico pedagogico e il fatto che sono due “intellettuali di sinistra che entrano in tutte le case” come li ha definiti in un’intervista ad Altan Simonetta Fiori (“Il riso e il gioco per un mondo migliore”). All’inizio era un po’ “titubante”, dice, “perché Rodari è Rodari !”. “Era illustrato da Munari che faceva delle cose molto belle ma un po’ fredde, astratte, mentre c’è un aspetto più giocoso nei libri di Rodari, che è anche quello più fresco. E’ stato un po’ difficile all’inizio ma poi ho trovato la chiave”. Tra i libri di altri autori illustrati dalla matita di Altan : il libro dei gatti tuttofare di T. S. Eliot, Emilio di Antonio Porta, Il naso di Gogol, Istruzioni alla servitù di Jonathan Swift, il classico Dafne e Cloe e diversi volumi di Piumini.
Com’è lavorare con un altro ? “Cerco di adattare il mio segno alle cose che devo illustrare”, spiega. “Il segno della Pimpa per esempio, è troppo grosso se si parla di principesse e cavalieri. Dev’essere più sottile, più dettagliato”. “Comunque mi piace lavorare con gli altri e con supporti diversi tra di loro”, dice.
Anche a teatro è chiaro l’intento didattico : con l’Associazione per la prosa di Pordenone, Il teatro stabile Friuli Venezia Giulia e l’Ente Regionale Teatrale, lo stesso che metterà in scena Pippo pettirosso nel 2002, ha curato le scene e le figure di 3 spettacoli per bambini (1996-98), con testi di Antonella Caruzzi, musiche di Aldo Tarabella e regia di Roberto Piaggio : “Quando Iride correva sull’arcobaleno”, liberamente tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, “Eris, la guerra di Troia”, dall’Iliade e “Piume” in cui una serie di animali si ritrovano intorno ad uno stagno, un’occasione per rivisitare le favole di Fedro, Esopo, Orazio. Di studiare così, ne vorrebbero tutti.
E se passare da un supporto all’altro sembra facile, come dev’essere passare dal didattico e giocoso alla satira polica spietata ? “Anche Cipputi ha più di trent’anni : è nato lo stesso anno della Pimpa” ricorda Altan “li conosco entrambi da tempo, quindi non mi è poi così difficile passare dall’uno all’altro : anzi, confesso che la cosa mi aiuta a vederci più chiaro quando attraverso quella porticina dall’una all’altra dimensione, e guardo alla quotidianità del nostro mondo”. Sì, ma almeno il mondo della Pimpa è più bello, soprattutto di questi tempi.

Non solo per bambini


Altan è l’autore di circa 7500 vignette per i maggiori giornali italiani, con dei personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia moderna : da Trino, la sua prima striscia, a Cipputi. Tra le raccolte : Tinello italiano, Le ultime parole famose, Taci e mangia, Nuova solfa, Dalla zuppa al pan bagnato, L’anno del maiale (Bompiani) ; Gli Anni frolli (Einaudi). Ha creato anche dei romanzi a fumetti tra cui Colombo, Franz, Ada, Macao, Fritz Melone, Cuori Pazzi, Zorro Bolero.
François Cavanna si è ispirato alle sue storie per il libro Maman, au secours. Con il regista francese Gérard Zingg ha scritto la sceneggiatura del film “Ada” (1988), tratto dall’omonimo romanzo a fumetti. E con il disegnatore Sergio Staino nelle vesti di regista, quella del film “Non chiamarmi Omar” (1992) ispirato al racconto di Altan, Nudi e crudi. Nel 1990 vince il premio Capri per il giornalismo, nel 2001, il premio Pozzale per il libro Anni frolli e il premio “E’ giornalismo” assegnatogli da Giorgio Bocca ed Enzo Biagi “perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono un’importanza non inferiore a un articolo di fondo”.
Per il teatro, sempre con Il Centro Regionale di Teatro e di Animazione di Figure del Friuli, ha curato la scene e le figure del Bacio della morta, tratto dal libro di Carolina Invernizzio.
Per la musica, segnaliamo infine la storia che Altan ha disegnato nel 1996 per l’album “Noir” di Enrico Rava. Le case editrici Rizzoli e Comma 22, stanno pubblicando le ristampe dei romanzi storici di Altan, ormai assenti dal mercato italiano da diversi anni.

Altan in francese


In francese sono edite alcune delle storie della collana “Il primo libro di Kika” : Hippopotame, reveille-toi, L’hirondelle est revenue, L’Automne arrive, Cours ballon, A la plage, Vole petit oiseau, Petits points rouges, Nage petit poisson, Petit éléphant blanc, L’ami pingouin (tutti pubblicati dalle edizioni Ecole des Loisirs). Per i grandi sono purtroppo disponibili in francese solo Trino e Le petit merdier italien.

lundi 19 octobre 2009, par Patrizia Molteni