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Camera (e Senato) con vista... da fuori

Il panorama politico italiano per le prossime elezioni


Il panorama politico italiano per le prossime elezioni (24 e 25 febbraio 2013) si presenta molto diverso da quello del 2008. Dopo la caduta del governo Berlusconi nel novembre 2011, principalmente a causa delle pressioni internazionali e a seguito della crisi economica e finanziaria, l’Italia è stata guidata da un governo tecnico, sostenuto da tutti i principali partiti e presieduto da Mario Monti, un economista di fama internazionale che in passato era già stato Commissario europeo alla concorrenza. Il governo Monti ha condotto molte riforme, prime fra tutte quelle delle pensioni e del mercato del lavoro, ritenute necessarie da molto osservatori politici, ma decisamente dure per la popolazione del nostro Paese. Queste riforme erano dettate dalle richieste degli altri paesi europei, in particolare la Germania, e soprattutto dai mercati internazionali, che chiedevano cambiamenti strutturali all’economia italiana per tornare ad investire nel nostro Paese.
Un anno di governo Monti ha introdotto quindi molte novità politiche; queste novità si traducono ora nell’assetto delle liste che si presentano alle elezioni per il rinnovo della legislatura. I principali schieramenti politici in corsa per le prossime elezioni sono tre: l’alleanza di centrosinistra del Partito Democratico, di Sinistra Ecologia e Libertà e del Partito Socialista; un’alleanza di centro nata per sostenere Monti e continuare le sue politiche di governo; e lo schieramento di destra reduce dei vecchi governi Berlusconi, fatto da Popolo delle Libertà e Lega Nord. Ad essi si aggiungono altri due movimenti, Rivoluzione Civile e Movimento 5 Stelle, difficili da inquadrare nei vecchi schemi politici.
L’alleanza PD-SEL-PSI è guidata da Pier Luigi Bersani, candidato premier del centrosinistra scelto dalle primarie di coalizione del 2 dicembre 2012, ed ha come programma quello di riportare al centro del dibattito politico la moralità nella gestione della cosa pubblica – visti i troppi scandali di corruzione politica che ci sono stati in Italia - ed i temi del lavoro, di grande importanza in un momento economicamente difficile per il nostro Paese. Questo nuovo centrosinistra, che ospita progressisti, ecologisti e cattolici democratici, si ispira ai grandi partiti socialisti e cristiano-sociali europei e vuole innovare il paese ripartendo dalle riforme economiche iniziate nel secondo governo Prodi da Bersani, allora ministro dell’economia. L’alleanza vuole riportare l’attenzione soprattutto sui lavoratori e le famiglie messi in grave difficoltà dall’attuale crisi economica. Si propone anche di introdurre novità in termini di diritti civili, come il diritto di cittadinanza italiana ai figli degli immigrati. Infine, promette di abolire le tante leggi ad personam introdotte dai governi Berlusconi, come ad esempio la depenalizzazione del falso in bilancio, che erano state fatte appositamente per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi stesso.
L’alleanza di centro che sostiene il premier uscente Mario Monti è invece composta da una Lista Monti, fatta di esponenti della società civile e delle imprese, dall’UDC, partito di centro di ispirazione democristiana guidato da Pier Ferdinando Casini, e infine da Futuro e Libertà, partito di destra moderata creato dal presidente della Camera Gianfranco Fini (ex segretario di Movimento Sociale Italiano ed Alleanza Nazionale, partiti di destra post-fascisti) dopo la sua rottura con Silvio Berlusconi. L’alleanza tra questi tre soggetti politici si propone di continuare le politiche della cosiddetta «agenda Monti», ovvero una serie di riforme strutturali del Paese, in parte già fatte dal Governo Monti, e ispirate alle politiche di austerità e liberismo promosse in Europa da Angela Merkel. Questo schieramento è sostenuto a livello europeo dal Partito Popolare, per la sua caratteristica di essere un centro conservatore e liberista.
La destra invece ripropone l’alleanza tra PDL e Lega che ha sostenuto i vecchi governi Berlusconi, con un programma sostanzialmente identico a quello del passato: promesse di diminuzione delle tasse, politiche di durezza verso gli immigrati e fortemente critico verso la magistratura e le scelte del governo Monti (che era stato sostenuto in parlamento anche dal PDL stesso). Si tratta ancora una volta di un’alleanza con forti contenuti populistici, che propone addirittura l’uscita dall’euro ed è vista con preoccupazione in Europa: un ritorno di Berlusconi, secondo molti, screditerebbe di nuovo il nostro Paese agli occhi di tutti.
Ci sono poi dei nuovi movimenti politici che sono emersi negli ultimi anni, e sono difficilmente riconducibili ai vecchi schemi. Il primo è il movimento “Rivoluzione Civile”, guidato dal magistrato del pool antimafia di Palermo Antonio Ingroia. Questo movimento ha raccolto l’adesione dei partiti della sinistra comunista, dei Verdi e dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro: si tratta di un’alleanza molto composita e unita principalmente dalla questione della legalità e dalla volontà di contestare le politiche del governo Monti, rifiutando in blocco le politiche di austerità proposte dalla Commissione Europea e sostenendo posizioni più radicali di quelle del Partito Democratico. Questo movimento ha l’appoggio di sindaci di importanti città del Meridione, come Napoli e Palermo.
Infine, la lista più difficile da inquadrare è il Movimento 5 Stelle, ispirato al comico Beppe Grillo e al suo consociato Roberto Casaleggio. Si tratta di un movimento contestatario, che nasce principalmente su internet e cavalca l’onda del rifiuto della politica tradizionale e dell’operato di tutti i partiti, chiedendo ai suoi aderenti di presentare una fedina penale pulita e promuovere la democrazia diretta. Le invettive di Beppe Grillo non risparmiano nessuno, e sono dirette non solo contro politici ritenuti corrotti e contro un sistema politico italiano considerato come “moribondo”, ma anche contro istituzioni importanti per la vita democratica del paese come i sindacati. Questo movimento, che non può essere classificato come di destra o di sinistra (anche se ha aperto la porta a Casa Pound, centri sociali dichiaratamente nazi-fascisti), è stato anche al centro di molte polemiche per la gestione “dittatoriale” (così è stata descritta dagli “espulsi”) di Grillo e del suo ispiratore Casaleggio, che non hanno esitato a reprimere ogni forma di dissenso interno, arrivando all’espulsione di alcuni militanti. C’è molta attesa per il risultato elettorale, che alcuni sondaggi prevedevano inizialmente come travolgente, e ora invece è molto ridimensionato.

martedì 5 febbraio 2013, di Massimo Di Monte