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Charles Pasi

Charles Pasi ©www.matteopellegrinuzzi.itQuasi sconosciuto in Italia e dagli Italiani, Charles Pasi è un ventisettenne di padre faentino e madre francese la cui musica ben promette in tutto il mondo.
Tra qualche mese uscirà il suo secondo album, mentre Pasi si prepara facendo delle date di presentazione come quella dell’Apple Store del Carousel du Louvre (in occasione del lancio su iTunes), si gode ancora il successo di “Mainly Blue”, il primo album.
“Si tratta di un disco autoprodotto, che poteva essere etichettato come Blues - Spiega Charles - e che ha vinto alcuni concorsi che ci hanno permesso di prendere contatti all’estero e di suonare, ad esempio, in Canada, in Spagna e anche a Venezia”.
Pasi si definisce parigino al 100 % pur essendo molto legato alle origini paterne “Torno in Italia almeno due volte all’anno e, fin da piccolo, ho sempre ascoltato la musica dei cantautori italiani (Guccini, De André, ecc.) addirittura alcuni mi dicono che si sente l’influenza italiana nella mia musica”.
Il suo percorso non è classico : comincia a suonare l’armonica a 17 anni e, dopo la maturità, è stato un anno a Roma ; ha frequentato il conservatorio e partecipato a cori Gospel. Ascolta Miles Davis, Otis Redding, Ray Charles e soprattutto Bob Dylan.
Oggi è considerato un virtuoso dell’armonica, strumento raro da trovare nelle mani di un ragazzo di poco meno di trent’anni.
Questo secondo album si intitola “Uncage” (fuori dalla gabbia) e non ha un genere predominante. “ Dopo un primo disco di nicchia, avevo voglia di parlare a tutti perciò ? ho scritto delle canzoni che non vogliono avere un’etichetta - ci racconta Charles - si parla d’amore, ad esempio, ma anche di tutte quelle tematiche che mi coinvolgono nella vita di tutti i giorni. E’ un disco molto vario”.
Recentemente ha aperto il concerto di Carmen Consoli a Parigi e si prepara per una serie di concerti nella capitale, come quello del 28 gennaio al Bataclan (in apertura di Volo).
A marzo uscirà l’album e, di seguito, la tournée che lo porterà in varie parti del mondo.

vendredi 31 décembre 2010, par Matteo Pellegrinuzzi