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Cinema italiano : vivo o morto ?

Intervista a Fabio Conversi

Il cinema italiano è morto o vive ancora ? Questa è una delle domande che molti critici italiani e stranieri si pongono regolarmente almeno una volta all’anno. Ma com’è realmente la situazione del cinema italiano in Francia ? Ce ne parla Fabio Conversi, uno dei più grandi produttori di cinema e neoproprietario della casa di distribuzione Bellissima, che si occupa di diffondere la cultura cinematografica italiana in suolo gallico.

Com’è la percezione del cinema italiano in Francia ?
Il cinema che arriva in Francia è caratterizzato da film molto diversi tra di loro, spesso quello che esce in sala è poco rappresentativo della realtà italiana. La mia idea però è quella di prescindere dalla lingua e di proporre film che parlino alla gente, senza che ci sia necessariamente un filone legato al territorio italiano. Le scelte che faccio per il catalogo dei film che distribuisco dipendono più che altro dai miei gusti personali, proprio per diffondere un’idea di un cinema fatto con il cuore.

Qual è il pubblico a cui vi rivolgete ?
E’ molto difficile dirlo, perché si tratta di un pubblico vasto che varia da film a film. C’è da dire che i francesi amano molto l’Italia pre-1994, prima della contaminazione Berlusconi. Negli ultimi anni i registi italiani hanno capito che è necessario ricominciare a fare un cinema d’autore che al tempo stesso sia anche capace di parlare al pubblico.

Da cosa dipende il successo di un film ?
Sicuramente dal talento del suo autore. Dobbiamo però pensare che noi siamo in Europa, dove il cinema è ancora un sistema artigianale, che sicuramente non può competere con quello commerciale statunitense.
Come organizzate le uscite dei film ?
Il lancio avviene innanzitutto attraverso diverse proiezioni per la stampa, che è fondamentale quando non si hanno i mezzi per fare una campagna di affissione in tutte le città. A seconda delle reazioni della stampa calibriamo le uscite, cioè adeguiamo il lancio ai rischi di ogni uscita. Bisogna ammettere che quasi tutti i film che abbiamo in catalogo hanno partecipato ad almeno un grande festival, Venezia, Berlino, Cannes…. e questo è un elemento che aiuta moltissimo la promozione dei film.

Insomma, se uno come Conversi, trova nel cinema italiano film da promuovere all’estero, che spesso ricevono anche premi internazionali, significa che il cinema italiano sembra più vivo che mai. Nonostante le difficoltà che vengono contrapposte continuamente dai tagli alla cultura e nonostante il numero totale di prodotti finiti sia di gran lunga più basso rispetto a quelli del passato o anche solamente dei colleghi stranieri, il cinema italiano degli ultimi anni è tornato ad essere un cinema di qualità. Creando un filone che rispetto al tanto citato neorealismo potrebbe invece essere definito realista o verista, proprio per la sua capacità di raccontare realisticamente la società italiana e mondiale, senza cadere nei cliché o nel sentimentale. La prova di questo cambiamento è dato dal gran numero di riconoscimenti ottenuti all’estero e in Francia anche solo dall’aumento del film presenti nella programmazione che sono passati da 4 nel 2009 a più di 10 nel 2010.
Nonostante le minacce, le forze distruttive, il cinema made in Italy resiste e si dimostra vivo, anche se un po’ acciaccato, ora quello che ci tocca fare è continuare a seguirlo.

FABIO CONVERSI
Fabio Conversi, produttore romano, fonda nel 2005 la “Babe Films” (per la cronaca, dalle iniziali delle sue due figlie), che produce film. Si devono alla Babe film come “Mon frère est fils unique” o “La nostra vita” di Daniele Lucchetti, “Il Divo” di Sorrentino, “Le rêve italien” di Michele Placido e, di prossima uscita, “Una vita tranquilla” di Claudio Cupellino e “Vallanzasca”, sempre di Michele Placido.
Conversi è caduto nel pentolone del cinema a 14 anni, grazie ad uno zio direttore della fotografia. Dopo anni nella fotografia, ha provato una carriera di regista, durata solo tre film. “Avevo dei modelli molto alti, come Bellocchio, per esempio”, spiega, “ma un vero regista, come un vero scrittore o un vero pittore, deve avere qualcosa in più, io non l’avevo”. Ha deciso allora di diventare produttore, anche perché conosceva perfettamente tutte le angosce dei registi.
Quest’anno ha fondato la casa di distribuzione “Bellissima” che ha già fatto uscire quattro film (“Questioni di cuore”, “La bocca del lupo”, “La doppia ora” e “Draquila”) mentre il 5 gennaio 2011 uscirà “Fortàpasc” di Dino Risi e il 16 febbraio “Una vita tranquilla”, prodotto appunto da Babe Films.


Voir en ligne : Le site de Bellissima

jeudi 30 décembre 2010, par Sara Grimaldi