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Cricca & co. Le unioni di fatto del Belpaese

Gli Stati d’Europa, di fronte alla diffusione di costumi civili omosessuali, hanno regolamentato gli istituti giuridici nazionali ai nuovi modelli civili transnazionali : in Francia è previsto l’istituto del “Pacte civil de solidarité”, in Spagna il matrimonio è aperto, in Germania “Eingetragene Lebenspartnerschaft, nel Regno Unito “Civil partnership, in Italia “Cricca & Co.”.

Il modello italiano è un modello culturale perché alimentato da una convinzione di vita che è patrimonio trasversale di ogni ceto sociale, è radicato geograficamente ed è un riferimento storico per le generazioni che via via lo hanno apprezzato.
È il famoso modello “È tutto un magna magna”. Consiste nello spostare gli interessi privati nell’area dell’interesse pubblico, generando un corto circuito tra faccende famigliari e faccende pubbliche.
Nel Belpaese si è rinunciato alle unioni civili tra persone preferendovi le unioni di fatto tra categorie economiche, tra la politica e il business. È una scuola di pensiero che privilegia la convivenza equilibrata tra politica e (male)affare senza vincolo matrimoniale, sostenuta sia dal faccendiere di lunga percorrenza massonica, sia dall’assessore “tu mi dai una cosa a me e io ti do una cosa a te”, sia dal cittadino convinto che il voto di scambio sia una pratica democratica e popolare. Costoro hanno ininterrottamente lavorato al progetto “Cricca & Co.”, realizzando, in questi anni di Repubblica bipolare, una struttura di potere naturale cioè organica alla macchina amministrativa e parallela allo Stato.

(...)

La “Cricca & Co.” riassume la condizione italiana delle unioni civili tra politica e affari ; una condizione di “squallide consorterie”, come ha denunciato il Presidente Napolitano. Il nostro senso di giustizia, seppur garantista nell’attesa dei processi, pretenderà una pena esemplare. Nell’Inferno di Dante, i fraudolenti o barattieri sono puniti con l’immersione eterna nella pece bollente, con diavoli alati che li scarnificano se emergono dalla poltiglia fumante.
È sufficiente per i barattieri del Belpaese ? No ! Siamo per una condanna meno cocente : – calci nel culo –, condanna da inserire nel Codice Penale. Un boia ecologico, dotato solo di piedi atletici, che li prenda a calci nel culo per un’ora di ogni giorno della loro esistenza ; calci nel culo in pubblico, proni sulla gogna a culo scoperto nella propria città, in diretta televisiva nazionale.
Recita un antico proverbio siciliano : “Questo grano mi avete dato e questo pane vi porto”.

L’articolo completo nel numero 8 di Focus In

vendredi 8 octobre 2010, par Livio D’Agostino