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Home > Primo Piano > Speciale Politiche 2013 > Elio Carozza: rafforzare i Comites e il CGIE

Interviste ai candidati

Elio Carozza: rafforzare i Comites e il CGIE

Segretario Generale del CGIE, da sempre impegnato nella difesa e nel progresso degli emigrati italiani all’estero e per l’integrazione delle nuove generazioni nelle realtà particolari in cui si trovano a vivere, Elio Carozza ha accettato di candidarsi al Senato della Repubblica nella circoscrizione Estero. Gli abbiamo chiesto di parlarci del Comites e del CGIE.

Alla luce dell’esperienza maturata in più di 30 anni di volontariato, diretto a tutela dei nostri connazionali residenti all’estero, sono fermamente convinto che commetta un errore di valutazione grossolano chi pensa che l’azione di 18 parlamentari possa rimpiazzare tout court il ruolo e le funzioni dei Comites e dal CGIE. La piena rappresentanza degli italiani all’estero si configura in un triangolo istituzionale formato da Comites, CGIE e rappresentanti parlamentari, ciascuno con le proprie caratteristiche, compiti e ruoli.
La rappresentanza così composta assume pertanto efficacia e produce effetti concreti, solo e a patto che poggi le proprie fondamenta su di uno stretto legame con il territorio sfruttando canali territoriali su più livelli, che le permettano di farsi portatrice di istanze particolari su questioni generali.
É dunque impensabile che 18 parlamentari eletti in rappresentanza di un territorio vasto come l’intero globo possano, da soli, adempiere al pieno ruolo di parlamentare e al contempo avere un legame diretto con il territorio.
In conclusione, qualora dovessi essere eletto, continuerei a portare avanti la mia battaglia di rilancio, rinnovamento e potenziamento degli organismi di rappresentanza quali i Comites e il CGIE assicurando, all’interno degli istituti di rappresentanza, una sostanziale presenza di giovani e donne, anche definendo un sistema di quote.
Ritengo che sia necessario che tanto i Comites quanto il CGIE acquisiscano più forza al fine di guardare ai cambiamenti sostanziali avvenuti alla comunità italiana nel mondo, ed aumentare il legame tra i diversi livelli d’azione.
Rafforzando i Comites e il CGIE si rafforza sostanzialmente nella forma e nei contenuti l’azione dei 18 parlamentari eletti all’estero.
E’ chiaro che chi pensa di indebolire i Comites e i CGIE non comprende o peggio ancora non vuole comprendere che indebolendo questi due istituti di rappresentanza in realtà svuota il ruolo dei parlamentari e ne rende nulla l’azione.

Qualche punto del suo programma?

É da un bagaglio di esperienze di volontariato trentennale che muove i passi il mio programma:
Per l’Italia:
- Fare del lavoro, soprattutto dei giovani, il cuore di una nuova crescita;
- Sostenere chi è in difficoltà;
- Ridare dignità all’immagine dell’Italia, renderla competitiva, più “uguale” rispetto ai partner europei;
Per gli Italiani all’estero:
- Rilanciare e valorizzare le comunità italiane come una grande risorsa del Paese, dopo la devastazione delle politiche dell’emigrazione di Berlusconi e del centrodestra;
- Puntare sulla promozione della lingua e cultura italiana per l’internazionalizzazione dell’Italia;
- Far “vivere” i diritti di cittadinanza europea e contribuire alla crescita della coscienza europea;
- Aprire strade innovative per i giovani discendenti degli italiani all’estero e per i nuovi "migranti" che lasciano l’Italia per ragioni di lavoro.

ELIO CARROZZA
Nel 1978, a 24 anni, si trasferisce in Belgio per lavorare prima presso l’Associazione europea di cooperazione, poi presso la Commissione Europea.
Dal 2002 lavora presso il Parlamento europeo ricoprendo attualmente l’incarico di Direttore delle risorse presso la Direzione generale della Presidenza.
Negli anni ‘80 vive l’esperienza del COASCIT (Comitato di assistenza scolastica italiano) di Bruxelles/Limburgo come consigliere e Presidente dell’organismo.
Dal 1986 partecipa alla vita del COMITES di Bruxelles. Dal 1999 entra a far parte del CGIE prima come Presidente della Commissione per i rapporti con le Regioni e poi come Vice segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, e dal 2006 come Segretario Generale. Dal 2001 al dicembre 2012 è stato Presidente dell’INCA Belgio.

martedì 5 febbraio 2013, di Patrizia Molteni