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Frase fatta Leader ha

«Non ci sono più le mezze stagioni», si diceva una volta. Oggi la frase fatta di moda tra i politici è «non ci sono più la destra e la sinistra».
Se è per questo non c’è più neanche il centro.

Come tutte le frasi fatte però dice solo una mezza verità: non si capisce più niente, proprio come quando nevica in aprile e si fa il bagno a novembre. Per la politica è un po’ diverso perché non dipende da agenti esterni bensì dalla volontà di confondere le acque, di farsi passare per quello che non si è. Per chi non lo avesse capito la scrivente è di sinistra. Non ho niente in contrario alla gente che ha credi politici diversi dal mio – si chiama democrazia e al contrario delle stagioni non può essere “mezza”. Però che lo si dica: «sono di destra, mbé ?».
Prima era tutto molto più chiaro. Molto peggio, ma molto più chiaro. Per 40 anni c’è stato il centro, ovvero la Democrazia Cristiana. Sì, c’erano altri partiti, tra cui il PCI che era la sinistra pura e dura, i socialisti, i liberali, i repubblicani, l’MSI (Movimento Sociale Italiano) che era la destra pura e dura. Non c’era bisogno di sondaggi ed exit poll, si sapeva che in modo (losco) o in un altro (ancora più losco) avrebbe vinto la DC.
Poi è arrivato Berlusconi (salto Craxi perché sarebbe troppo lungo e deprimente), il grande affabulatore che fa del populismo il suo cavallo di battaglia ed ha introdotto criteri tipo : a) meglio non essere politico di mestiere (lui era ed è un ricchissimo imprenditore, sul come lo sia diventato i magistrati stanno ancora lavorando) ; b) per prendere voti a tutto campo non si dice “destra” ma “centro-destra” (facendo però politiche di destra perché del popolo chissene). I nemici restano i comunisti mangiabambini anche se ormai da qualche lustro il “centro-sinistra” include cattolici e democratici che i bambini non li hanno mai mangiati (peraltro neanche i temibili comunisti ne sono mai andati ghiotti).
Da poco più di un anno è arrivato un altro politico non-professionista, il “tecnico” Monti che pure lui si è messo in testa di stare al “centro” facendo delle politiche di destra. Si è alleato con Pier Ferdinando Casini (e fin qui tutto torna perché l’UDC, Unione di Centro, ha mantenuto il “DC” e persino lo scudo crociato della Democrazia Cristiana). Ma si è alleato anche con Gianfranco Fini, che ha portato l’MSI a diventare prima Alleanza Nazionale poi Futuro e Libertà, nuovo partito “moderato”, così dice.
Il centro-destra di Berlusconi continua ad allearsi con forze che più di destra di così non si può (un esempio per tutti: la Lega Nord) ma non c’è niente da fare, i centristi non lo considerano abbastanza “moderato” (tanto che l’hanno sbattuto fuori dal Partito Popolare Europeo) e la Destra di Storace (un altro che almeno ha capito dove deve stare) lo considera fin troppo centrista.
Al centro-sinistra questo allontamento dal centro è meno marcato ma ho comunque la piacevole sensazione che stiano slittando verso la sinistra.
A me le vecchie definizioni piacciono e non vedo il perché di tutto questo cavillare su un po’ più in là o un po’ più in qua.
Dovunque stiano, vorrei che ammettessero dove si vogliono posizionare e soprattutto che politicamente agissero di conseguenza, senza populismi e doppi fini.
Lo spettro della Democrazia Cristiana è dietro la porta.

martedì 5 febbraio 2013, di Patrizia Molteni