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Fratellanza Reggiana

Fratellanza Reggiana. Al microfono, la presidente, Simone Iemmi Cheneau, alla sua sinistra Silvia Bartolini, Presidente della Consulta ER Argenteuil ha visto arrivare fin dal 1880 molti italiani che venivano a lavorare nelle miniere o nelle industrie siderurgiche e meccaniche. Un caso particolare però è quello dei reggiani, di cui molti originari di Cavriago, che avevano in comune, oltre all’italianità, anche una decisa tendenza al comunismo e alla libertà e soprattutto un lunga esperienza di antifascismo.
Dagli anni ’20 i fuoriusciti trovavano naturale rifugio ed assistenza da cugini e parenti già istallati ad Argenteuil, dove intere strade erano state costruite ed erano abitate da reggiani.
L’Associazione Fratellanza Reggiana nasce nel 1930 con intenti assistenzialistici e ludici ma anche fortemente “impegnata” e militante. “Sin dalle origini”, scrive Antonio Canovi, grande specialista di questa emigrazione, “per dirigere la Fratellanza Reggiana furono prescelte persone di valore professionale certo (operai meccanici) ma anche contraddistinte da una forte moralità politica”, nata in gran parte dalle lotte operaie nell’Officina meccanica di Reggio. Tra i fondatori dell’associazione, si trovano personaggi dell’importanza di Paolo Davoli e Angelo Zanti (ritornati a Reggio Emilia per prendere parte alla Resistenza, verranno fucilati dai nazisti nella primavera 1945), Cesare Campioli (sindaco di Reggio Emilia alla Liberazione) o della figlia di Zanti, Carmen che diventerà dirigente della Federazione delle donne e deputata al Parlamento italiano”, Camillo Montanari, altro grande partigiano fucilato.
Nota della Polizia Politica su Fratellanza Reggiana Ben presto lanciano un giornale, “Reggio Emilia”, sospettato, come l’Associazione, di essere “sovversivo”. Negli archivi nazionali di Creteil ci sono diversi comunicati del Ministero dell’Interno, divisione Polizia Politica. Il primo, il 20/8/1936 annuncia (con un po’ di ritardo) che “si è costituita a Parigi l’Associazione antifascista Fratellanza Reggiana”, dotata di un organo stampa preoccupante. Nel 1937 in un rapporto degli stessi servizi si legge : “Per quanto detto sodalizio [Fratellanza Reggiana] ami definirsi apolitico consta al Ministero che esso è tendenzialmente antifascista con orientamento verso il comunismo. Uno degli scopi che persegue la ‘fratellanza reggiana’ è quello di stabilire collegamenti con corregionali residenti nel Regno, evidentemente per una possibile penetrazione in Italia di stampa antifascista […] A tale scopo il bollettino viene inviato gratuitamente in discreto numero di copie (che va aumentando) a persone di Reggio Emilia e Provincia”.
Negli anni 70 è per lungo tempo presidente Gina Pifferi, arrivata ad Argenteuil nel 1936, ricercata dalla polizia fascista. Trova rifugio da sua cugina, Ines Tonsi. Militante nella Resistenza francese e italiana, sotto le spoglie di Mireille, è stata sempre una grande figura politica della sinistra e una persona che ancora tutti ricordano con grande affetto e rispetto.
Oggi Fratellanza Reggiana è ancora una grande associazione che concilia uno spirito altamente ludico e festaiolo con un serio attaccamento ai principi fondanti di democrazia e libertà.

dimanche 7 juin 2009, par Patrizia Molteni