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Gianni Carino

Una nuova "formula", quella che avete tra le mani, ideata dai nostri direttori artistici, Francesco Forlani e Guy Estager e da tutta la redazione. Oltre a privilegiare - come sempre - l’informazione, la cultura, il racconto di un’Italia vista da fuori, Focus in intende dare sempre più spazio a immagini d’autore, a fotografi, vignettisti, disegnatori che hanno sempre fatto parte del nostro universo narrativo e interpretativo e che vogliamo far conoscere a chi in Francia ci segue. In questo numero la copertina d’autore è stata realizzata da Gianni Carino a cui dedichiamo queste pagine.

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giorno della memoria delle Foibe
Spot per il giorno della memoria delle Foibe 10 febbraio (RAI).

Gianni Carino, nato a Parigi da genitori napoletani, emiliano di adozione, ha vissuto a Modena e ora vive a Reggio Emilia. Ha cominciato come pubblicitario, poi fumettista e grafic novelist, da solo o in collaborazione con grandi firme come Ro Marcenario e Staino. Pare persino che il famoso personaggio di quest’ultimo, Bobo, sia calcato sulla personalità e la "faccia" dell’amico Gianni. Dal 2000 figura nel « Lexikon Der Zeitgenössischen Illustratoren » (Dizionario degli illustratori contemporanei), ha vinto la Palma d’oro nella sezione testi illustrati al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera, con il libro « De Porcellis » (1986).
La sua produzione centrale sono le immagini dipinte, che realizza per la stampa scritta e per l’editoria, con libri su Resistenza, emigrazione, memoria… o ispirati a testi di Mario Rigoni Stern e Tonino Guerra. Disegna anche, spesso sotto forma di racconto video, per la televisione. Ha collaborato con programmi come "Anno Zero" di Michele Santoro, e collabora tutt’ora con "Chi l’ha visto ?", con Rai News 24 e con la rubrica "Piano pianissimo" di Rai 5. Suoi sono anche parecchi video "didattico-divulgativi" sui profughi, la grande guerra, la tragedia delle foibe e argomenti altrettanto complessi che Carino tratta con estrema delicatezza e poesia pur restando fermo sul messaggio che vuole veicolare. Focus in l’ha intervistato.

Come sei arrivato al disegno e quando ?
Una scelta che ormai si perde nella “notte dei tempi”. Avevo meno di 10 anni e partecipavo a concorsi scolastici basati su disegni o temi scritti, ispirati a film proiettati per gli allievi delle elementari, la domenica mattina in sale cinematografiche di terza visione. Allora c’era la prima, la seconda e la terza visione. Era il 1958.
Vincevo e mi piazzavo spesso, fino a quando ho vinto un premio di un concorso bandito dalla Rai alla “Radio per i ragazzi” programma radiofonico in cui si leggevano racconti, e il meccanismo era lo stesso : si mandava un tema o un disegno. Ecco quella fu la scintilla che in seguito mi portò a lavorare per aziende produttrici di cartelloni stradali che erano dipinti a mano e non c’era Photoshop ; poi in studi e agenzie di pubblicità come illustratore. Da qualche anno l’immagine disegnata a mano si è “digitalizzata” ma noi amanuensi continuiamo.

Cosa preferisci, la carta o le cose che fai per la RAI ?
In realtà io lavoro ad acquerello su carta adatta, sia per il video che per la stampa. La differenza sta nel fatto che per il video i colori devono essere più saturi e contrastati quindi dopo aver passato allo scanner il disegno intervengo con Photoshop per cambiare i toni cromatici. Per disegni per stampa lascio i colori più vicini possibile alle sfumature dell’acquerello, che la stampa riesce a riprodurre molto bene.

Cosa aggiunge il disegno alla parola letta o raccontata ?
Il disegno è comunicazione, mai come oggi. Siamo raggiunti da migliaia di immagini, simboli e segni ogni giorno. Conseguentemente è molto facilitata l’immagine come veicolo di comunicazione, molto più di quando non c’erano la televisione, il cinema e internet. Immagini e simboli si rincorrono tanto da “passare frontiere culturali”, tant’è che per i Comuni di Reggio Emilia e Modena ho fatto qualche anno fa un manuale di convivenza nel condominio diretto ai quartieri che ospitano diverse comunità multietniche, solo disegni senza parole. Erano avvisi per non lasciare rifiuti per le scale, per non dormire nei ballatoi o di rispettare le ore di silenzio e altro. L’iniziativa ha raggiunto queste persone, le ha informate sulle regole (e in molti casi hanno avuto successo) senza usare una parola. Se si racconta una situazione in video, è chiaro che le immagini non possono essere tenute fisse che per pochi secondi e il telespettatore deve essere raggiunto da un’immagine di rapida comprensione che per essere ancora più rapida e precisa viene supportata da musica o effetti sonori (vedi a proposito la puntata di “Piano pianissimo” rubrica di musica lirica e sinfonica tenuta da Guido Zaccagnini, musicologo, e commentata da miei disegni).
Mi spiego : un’immagine per un fatto di sangue è commentata con una musica alla “Shining” ; un’immagine che si colloca in un racconto umoristico è commentata da effetti sonori che abitualmente vengono usati in questi contesti nei film e telefilm, quindi sono “linguaggi” universali. Anche l’immagine fissa, in televisione, diventa animata da suoni, effetti e musica. Altro è un’immagine su carta che il lettore può leggere e rileggere quando vuole, con comodità, e attardarsi nella comprensione anche dei particolari, In video è lo scorrimento della ripresa sul disegno che ti guida, ovvero un libro ti fa pensare, dalla tv “sei pensato” nel leggere le immagini.

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Tavola del libro Oltre la notte
Tavola del libro Oltre la notte (Vicolo del Pavone 2006). Una storia d’amore nella tragedia della deportazione fra Fossoli, Gries e Moringen. Il racconto illustrato, ambientato in un periodo storico, può dare spunti di riflessione per un’analisi più approfondita sulla storia dell’ultimo conflitto mondiale.
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disegno per la giornata della memoria
Spot/disegno per la giornata della memoria,
27 gennaio (RaiNews24)
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Giuseppe Ungaretti
Pilota per una rubrica culturale intitolata “La voce del poeta”, provata con “Giuseppe Ungaretti legge Natale”.
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Racconti lontani
Tavola del libro Racconti lontani (Ediesse 2008), due storie illustrate tratte da racconti di Tonino Guerra e di Mario Rigoni Stern.

samedi 9 avril 2016, par Patrizia Molteni