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Gli Istituti di cultura e il cinema

Oltre ai Festival del cinema, gli Istituti di cultura svolgono un efficace opera di promozione e di diffusione delle opere cinematografiche italiane. Abbiamo chiesto a tre Istituti di Cultura di spiegarci come.

PARIGI : TRE DOMANDE A ROSSANA RUMMO

La bocca del lupoCosa fa l’IIC di Parigi per la diffusione del cinema italiano in Francia ? Penso ai documentari che non sono tanto conosciuti ma anche ai vari eventi con la Cinémathèque o alla partecipazione a festival parigini e non... 
Sin dal mio arrivo a Parigi ho creduto che promuovere la nostra cinematografia potesse essere un modo efficace di rilanciare l’interesse che da sempre la Francia riserva alla cultura italiana. Soprattutto l’obiettivo è stato quello di far conoscere al pubblico parigino il nostro cinema contemporaneo. Il rispetto e l’ammirazione per l’âge d’or del nostro cinema spesso ha comportato un disinteresse per il cinema italiano del presente. In questo quadro le tre edizioni del Festival “Histoires d’it” sul nuovo documentario italiano hanno contribuito a suscitare un enorme e nuovo interesse sia da parte del pubblico che degli operatori. Un caso su tutti : “La bocca del lupo” di Pietro Marcello che è ancora oggi programmato nelle sale parigine. Inoltre, l’Istituto ha stretto forti rapporti di collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni culturali francesi, come ad esempio, la Cinémathèque Francaise, con la quale abbiamo realizzato importanti eventi quali le retrospettive Monicelli, Fellini, Magnani.

Cosa fa l’Istituto per la promozione dei film italiani, perché escano nelle sale francesi ? 
L’impegno dell’Istituto Italiano di cultura di Parigi per la promozione dei nostri film si concentra sul rendere più accessibile, attraverso il sottotitolaggio delle pellicole, la circolazione in Francia del nostro cinema che spesso prevede una versione in inglese. Inoltre, ogni uscita in sala dei nostri film è accompagnata da un lancio, attraverso i nostri supporti di comunicazione, dei contenuti, degli attori e dei registi.
Da addetta ai lavori : come sta il cinema italiano in Francia ? E’ moribondo come dicono ogni anno i francesi oppure c’è ancora molto da fare per farlo conoscere ?
Penso che i buoni risultati, sul mercato italiano, dei nostri film, malgrado i tagli considerevoli sui fondi destinati al cinema, lascino intravedere un futuro più positivo. Certamente restano molti problemi da risolvere : primo fra tutti la difficoltà che i produttori italiani incontrano per le coproduzioni con la Francia. Le coproduzioni cinematografiche sono state, in passato, uno degli strumenti principali per consentire una maggiore circolazione dei film. Oggi, a causa di vincoli giuridici e economici soprattutto della normativa francese in materia, è molto più difficile “montare” un progetto di coproduzione. Occorre quindi impegnarsi per rimuovere questi ostacoli e consentire che il lungo e prezioso rapporto di “affinità elettive” tra le nostre due culture possa rilanciarsi nuovamente.

MARSIGLIA : CINEMA E DONNE

Film, femmes méditerannée en collaboration avec l'IIC de Marseille“La nostra settimana del cinema italiano appena trascorsa non ha goduto quest’anno della consueta collaborazione con Annecy, per motivi purtroppo economici”, spiega Nadia Matteucci dell’IIC di Marsiglia e rassicura : “stiamo già preparando la prossima edizione per il 2011, anno in cui riprenderemo la collaborazione”. Una settimana del cinema che in parte grazie ad Annecy ha sempre più successo.
L’Istituto di Marsiglia è anche coorganizzatore di vari eventi sul cinema tra cui “Films Femmes Méditerranée” la cui V edizione si è tenuta a Marsiglia, Hyères, Martigues, La Ciotat et Miramas dal 28 settembre al 12 ottobre ed è un evento che ha un gran successo nella regione. “Sono presentati film di registe (tutte donne) dei paesi del mediterraneo con un posto speciale per il cinema italiano” dice la Matteucci, in quanto la prima edizione è nata dalla collaborazione tra l’Istituto di Marsiglia, la camera di Commercio Italiana di Marsiglia e il laboratorio immagine donna di Firenze. Dopo due anni di cinema italiano l’idea è nata di allargare l’evento al cinema al femminile del bacino mediterraneo. In questa edizione sono stati presentati due film italiani : “Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli (in sua presenza) e “Questione di cuore” dell’Archibugi.
L’Istituto sostiene anche il festival di Montpellier (Cinemed) cui quest’anno ha partecipato con la bellissima mostra che è stata presentata alla Mostra di Venezia 2009 "Viaggi in Italia - Set del cinema italiano 1941-1959" a cura di Antonio Maraldi et Simona Pera del Centro Cinema Città di Cesena. Nel prossimo trimestre, sono in programma una rassegna di Pupi Avati, un ciclo di film in occasione delle celebrazioni 150° anniversario dell’Unità d’Italia (in apertura, « Senso ») e la collaborazione dell’IIC in occasione delle XXVII giornate del nuovo cinema italiano a Nizza, con una presentazione della produzione recente e dei film del patrimonio (marzo 2011).

GRENOBLE : DOLCE (E AMARO) CINEMA


Le cinéma italien à Voiron, en collaboration avec le IIC de GrenobleCome l’Istituto di Cultura di Marsiglia anche l’IIC di Grenoble collabora con il Festival di Annecy, cui si aggiunge il partenariato con il Festival del cinema italiano di Voiron, organizzato dall’Associazione Amité Voiron-Bassano*. L’Istituto ha inoltre lanciato una nuova iniziativa, “Dolce cinema” che, sotto la guida di Brice Di Gennaro, vede la presenza del cinema italiano per due settimane nelle sale cinematografiche di Grenoble e zone limitrofe. Durante tutto l’anno vengono proiettati film con la partecipazione di esperti di cinema dell’Università Stendhal e critici cinematografici. Certo, si potrebbe fare di più per la promozione dice Matteo Di Savio, direttore dell’IIC, “ma i nostri fondi sono limitati”. Peccato perché, continua Di Savio, “il cinema italiano, quello dei giovani registi, è un ottimo cinema, bravi attori e registi. I film che escono nelle sale francesi escono sull’onda di quanto è già avvenuto nelle sale italiane. Purtroppo molti film in Italia non escono per niente : ad Annecy ho visto registi premiati che piangevano, in quanto era il loro primo riconoscimento ottenuto. Inoltre, spesso, dei film italiani vengono acquisiti i diritti e poi non vengono fatti uscire nelle sale francesi, si assiste così ad un blocco dell’opera”. Insomma “pubblicizzare il cinema italiano all’estero significa vendere un prodotto culturale, ma per farlo bisogna amarlo ed investirci prima di tutto in patria. Non moltissimi anni fa il festival di Annecy era un evento anche in Italia, se ne parlava subito dopo quello di Cannes, oggi non viene più citato. I protagonisti che vengono in terra francese sono scoraggiati. Ci vorrebbe un grande rilancio in Italia prima di tutto e poi all’estero, solo in questo modo le sale francesi rilancerebbero quanto già in patria è riconosciuto come un valido evento. Insomma dobbiamo crederci ed investire”.

* Il prossimo, dal 6 al 20 Aprile 2011

jeudi 30 décembre 2010, par Patrizia Molteni