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Tunisini di Lampedusa

I fatti e le cifre di una beffa

Mentre Francia ed Italia giocano a rimpallarsi migliaia di profughi tunisini e libici, è bene ricordare le cifre di questa immigrazione forzata e soprattutto i fatti che hanno portato al malinteso.

Innanzitutto le cifre : stiamo parlando di qualche decina di migliaia, 20-30.000 nordafricani che sono arrivati a Lampedusa, anche se le cifre crescono, in proporzione, ogni giorno. Giusto per risituare questa cifra in contesto, secondo l’agenzia ONU che si occupa dei richiedenti asilo (Unhcr), nel 2010 8200 migranti hanno chiesto asilo all’Italia, mentre erano 47.800 per la Germania, 41.300 per la la Francia, 31.800 per la Svezia e persino la Grecia ha avuto 10.300 richieste. Tra i paesi più ricchi della vecchia Europa siamo, insomma, quelli che subiscono meno i flussi migratori. All’8 aprile 2010, gli italiani iscritti all’AIRE residenti in Francia erano 359.738 (Rapporto Migrantes 2010). Certo, non sono arrivati tutti in una volta ma dà comunque il senso delle proporzioni.
I profughi libici sono stati accolti in gran parte dalla Tunisia e dall’Egitto, nonostante questi avessero le loro rivolte interne a cui pensare, e anche paesi non certo ricchi come il Chad e il Sudan ne hanno accolti qualche migliaia. Dal 2009 fino alle rivolte di questi ultimi mesi, migliaia di profughi eritrei e somali sono stati rimandati in Libia dall’Italia, senza che nessuno si sia preoccupato dei maltrattamenti, delle violenze e degli stupri che andavano a subire. Al contrario, a Gheddafi sono stati accordati 250 milioni all’anno per 20 anni perché “si tenesse” in patria connazionali ed immigrati.
Un altro dato interessante ci viene dall’agenzia eruopea “Frontex” : dal 2009 al 2010 gli immigrati e rifugiati in Italia sono calati del 65% mentre nello stesso periodo il numero dei migranti arrivati in Grecia via terra attraverso la Turchia è aumentato del 372%. In breve : il governo Berlusconi ha di fatto chiuso le frontiere a chi fuggiva da regimi totalitari. E se la Grecia è stata improvvisamente “invasa” da richiedenti asilo, l’Italia ha fatto qualcosa per aiutarla ? Anzi, la polizia italiana ha respinto in Grecia centinaia di profughi afghani. Perché allora accusare l’Europa di lasciare l’Italia da sola a gestire il flusso di questi immigrati ?
Ultimo dato : il primo maggio sono sbarcati a Lampedusa 470 profughi il cui barcone ha rischiato di affondare nelle acque di Malta perché nessuno si decideva ad andare a salvarli. Lo stesso giorno Roma è stata capace di accogliere un milione di persone nella piazza San Pietro per la beatificazione di Giovanni Paolo II, 200.000 solo per la veglia. Molti di loro non erano romani ma venivano dalla Polonia, dall’Europa, dal mondo intero e la giornata ha visto uno spiegamento immane delle forze dell’ordine. Un paese capace di organizzare una cosa simile da una parte e di pensarci su prima di andare a salvare 470 profughi ? Non sarà perché questi di sicuro non riempiranno gli alberghi e non compreranno i gadget e souvenir del Santo ?

I furbetti del desertino


Quando le prime centinaia di tunisini hanno cominciato a sbarcare a Lampedusa dopo la rivolta del Gelsomino, Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, ha quasi subito reagito facendo riaprire il centro di accoglienza di Lampedusa. Ma fin da subito ha anche cominciato a lamentarsi, chiedendo querulo all’Europa di occuparsi degli immigrati : mica poteva l’Italia da sola sobbarcarsi tutto il peso di quelle fughe ? Gli insulti sono venuti poco dopo : se l’Europa non ci aiuta, ha un senso restarci ? Al diavolo Schengen, ciascuno per sé. Nel vertice di Roma, Berlusconi e Sarkozy si sono persino messi d’accordo per una revisione delle modalità di ingresso nello spazio Schengen, come se veramente fossero gli unici a decidere.
L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Europa ; anche se a precari e pensionati può sembrare incredibile è anche uno dei paesi più ricchi. Nonostante ciò l’Italia non è riuscita ad imporre una soluzione europea per i profughi delle rivolte. Di chi la colpa ? Dell’Europa o di chi, come Berlusconi e Maroni, a colpi di assenteismo, insulti e buffonate l’ha sempre denigrata ? E se anche fosse, qual è la soluzione ? Cercare di instaurare un dialogo a livello politico (ammesso che si ricordino in Italia a che piano sia questo livello) oppure fare dispetti tipo “e allora non gioco più” o “tanto io il permesso glielo do lo stesso, pappappero… !”. Questo è quello che ha fatto l’Italia e che i poveri profughi stanno pagando di persona.
L’Italia organizza ai migranti il viaggio fino al Nord, fino a Ventimiglia, facendoli dormire in centri da cui è facilissimo scappare ; nessuna sorveglianza nelle stazioni di frontiera e persino un permesso di soggiorno temporaneo per lo spazio Schengen : basta che vadano “föra da i ball”, fuori dalle palle, come dice Umberto Bossi. Se la sono cantata e suonata da soli e si stupiscono che questi permessi non siano validi oltralpe. Si sono quasi litigati coi cugini francesi che dall’altro lato li rispediscono al mittente : Maroni.
Un’eccezione : per una settimana un centinaio di tunisini bloccati a Ventimiglia ha fatto lo sciopero della fame. Hanno smesso solo quando la regione Liguria, su iniziativa dell’Arci, ha deciso di inserirli nel piano regolatore di accoglienza della regione. Hanno subito lanciato un messaggio alla Francia : “Tranquilli, non verremo a darvi fastidio !”
Alla fine non importa chi ha ragione : la cosa inammissibile è che queste persone non possano essere accolte con la dignità e umanità dovute ad ogni essere umano.

vendredi 10 juin 2011, par Patrizia Molteni