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jusqu’au 18 juillet

Il Dante di Moebius in mostra a Parigi

Jean Giraud, in arte Moebius (o Gir) è noto in particolare per il western fumetto Blueberry e per i fumetti fantascientifici come Alzach, oppure per la riviste Métal Hurlant, o ancora per la partecipazione a film culto come Alien e Tron. Ma che c’entra con l’Italia ? Ce lo spiega la vedova, Isabelle Giraud, co-fondatrice di Moebius production e curatrice della mostra “Moebius Ad Intra #1” in programma fino al 18 luglio.

A guardare i disegni di Moebius, si è subito colpiti dalla taglia (piuttosto piccola per questo genere di opere grafiche) e dalla densità dell’immagine, come entrare in un mondo fatto di linee e di volumi. Lui diceva che non aveva bisogno di lavorare su grandi spazi, perché aveva “due lenti d’ingrandimento al posto degli occhi” conferma Isabelle. Smentisce anche l’opinione diffusa che ci siano due “vene” all’opera di Moebius, quella western e quella fantastica.
Le opere in mostra sono i disegni originali per l’illustrazione del Paradiso di Dante, pubblicati dalle Edizioni Nuages nel 1999, dopo l’Inferno illustrato da Lorenzo Mattotti e il Purgatorio da Milton Glaser. Da sempre, l’artista è stato affascinato da Gustave Doré, aveva voglia di riprodurre le immagini del maestro francese “moebiussandole”, spiega Isabelle. Nel risultato in effetti si riconosce il suo stile inconfondibile, tanto che solo mettendole una a fianco dell’altra ci si accorge che la composizione è la stessa.
Accanto a queste 18 illustrazioni, sono riprodotte alcune tavole a colori di Moebius e anche ingrandimenti di disegni, per mostrare il suo modo di lavorare. La curatrice e la sua équipe hanno sperimentato diverse tecniche di riproduzione su supporti diversi (carta giapponese con fibre naturali, per rispettare la ricerca di materiali ecologici dell’artista, stampa su alluminio o carta da foto…) e con studi approfonditi sulla colorimetria, perché rispetti al massimo l’originale.
“La riproduzione è alla base del desiderio infantile di disegnare”, spiega Isabelle Giraud, “Jean ha riflettuto molto e ha sperimentato su questo tema della riproduzione delle opere o di come si possa rifare, adattandole, delle immagini che fanno parte della coscienza collettiva. Anche noi vogliamo lavorare sulla trasmissione e insistere sulla qualità : prima c’era la litografia, la serigrafia, sistemi di produzione che permettevano di rendere accessibili non dico a tutti ma quasi le opere. Soprattutto per il fumetto è importante che le opere siano viste al di fuori del loro contesto, che è quello dell’album pubblicato. Ora però con le tecniche digitali si è banalizzata l’immagine e girano riproduzioni poco fedeli, lontanissime dall’intento dell’autore. Noi vogliamo spezzare questa catena e far capire che riprodurre si può ma che la qualità è fondamentale”.
Con lo stesso spirito di attenzione alla qualità della riproduzione, Isabelle Giraud, che ha curato insieme al marito l’edizione di volumetti a tiratura limitata, intende far scoprire al pubblico, attraverso mostre, libri accessibili a tutti e persino prodotti derivati, opere meno note di Moebius. “Non mi interessa fare un libro d’arte, un catalogo ragionato”, dice, “piuttosto vorrei concentrarmi sulla trasmissione, attraverso oggetti anche diversi, magari il 3D o versioni sonore : Jean ha inventato un sacco di cose, sarebbe una continuazione logica del suo modo di essere artista”.
E’ via la galleria Nuages (che espone Hugo Pratt, Emanuele Luzzati, Andrea Pazienza), che i Giraud incontrano Cristina Taverna, da lì nasce una frequentazione dell’Italia e degli illustratori italiani. Non a caso quindi la riapertura della galleria Moebius dopo la sua morte inizia proprio dal paese di Hugo Pratt e Milo Manara.

“Moebius Ad Intra #1”
L’Hommage a Gustave Doré
Fino al 18 luglio 2014
Mercoledì - giovedì - venerdì
ore 10-13 e 14-18
Moebius Production
27 rue Falguière – 75015 Paris
Tel. 01 43 35 19 33
www.moebius.fr

mercredi 18 juin 2014, par Patrizia Molteni