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Il ritorno della balena bianca ?

Il dibattito è aperto

Le opioni di Lella costa, Erri de Luca, Stefano Rodotà, Eric Valmir ... e un poema di Francesco Forlani (solo omonimo di Arnaldo, noto democristiano

Lella Costa l’Italia come il Gattopardo

Mi viene in mente il principe di Salina, il caro vecchio Gattopardo. In Italia sembra sempre che tutto cambi ma in realtà non cambia mai nulla. La DC ha mutato nome e pelle, nomi e facce, ma in realtà non se n’è mai andata. Me lo immagino come una specie di gioco del domino fatto di tessere (ma guarda, un doppio senso involontario...) che al posto dei pois hanno delle lettere : quanti passaggi ci sono voluti perché da DC si arrivasse a PD, laddove peraltro la D ha lo stesso significato ? Sarà perché per mestiere mi occupo di parole, ma mi colpisce come nei grandi schieramenti politici italiani siano stati progressivamente eliminati tutti gli aggettivi (cristiano, comunista, ma anche liberale, o socialdemocratico) che in qualche modo, appunto, qualificavano, davano un senso anche ideale, etico, o morale, a un’appartenenza. Continuiamo ostinatamente a dichiararci democratici. Prima o poi ci toccherà anche dimostrarlo.

Eric Valmir la renaissance de la Démocratie Chrétienne est une hérésie.

La Démocratie Chrétienne ressuscitée par Matteo Renzi, le sujet en dit long sur les fantasmes des éditorialistes italiens. Chacun à sa manière pointe le « ni gauche ni droite » voulu par le nouveau président du Conseil, les alliances avec le centre droit, et le retour d’un bipolarisme, Beppe Grillo jouant le rôle des extrémistes de gauche, autant dire les communistes d’hier.
Les commentateurs politiques jouent avec ces images vintage omettant un fait essentiel : le vecteur religieux. La Démocratie Chrétienne, c’était l’implication directe de l’Eglise dans la vie politique italienne. Or depuis l’implosion du Parti, le Vatican préférait peser sur les débats publics en relation avec la doctrine : l’euthanasie, l’avortement, la reconnaissance des droits homosexuels. Mais au fil des ans, son influence baisse, le nombre de catholiques pratiquants aussi. Un phénomène qui va de pair avec la défiance du citoyen envers la classe dirigeante. Pour retrouver un semblant de crédibilité auprès de la société, pouvoir politique et religieux cherchent à fonctionner ensemble. Le Palais Chigi sollicite le soutien d’une autorité morale portée par le Pape François dont la popularité grandit. Et l’Eglise peut ainsi obtenir des gages en coulisses sur des dossiers qui lui sont chers. Mais en aucun cas, ces alliances de principe peuvent sceller une union sacrée. C’est un attelage de circonstances. De ce fait, croire en la renaissance de la Démocratie Chrétienne est une hérésie. Le modèle a vécu et aucune époque ne ressemble à une autre.

Erri de Luca nessuna balena bianca in vista

Non credo a nessuna replica della Democrazia Cristiana, che è stato il partito cattolico sostenuto e giustificato dalla Chiesa. Era una balena bianca perché raccoglieva il plancton di un elettorato antagonista al Partito Comunista e al blocco sovietico. Oggi quella necessità storica e quella rappresentanza vaticana nella vita politica italiana sono finite. I cristiani si sono dati alla diaspora e sono presenti in tutte le formazioni del parlamento. Vizio della analisi consiste spesso nel bisogno di scovare una rassicurante replica del passato nel guazzabuglio del presente.

Stefano Rodotà la DC aveva un altro spessore

Ha mai pensato che avrebbe un giorno rimpianto la Democrazia Cristiana ?
R. Quei politici avevano ben altro spessore culturale. La dialettica parlamentare tra la DC e il PCI era di un livello che oggi appare impensabile. Mentre la DC era al potere, si approvarono le leggi sul divorzio e sull’aborto ; i democristiani sapevano che la società e il femminismo le volevano e capirono che opporsi li avrebbe danneggiati politicamente. Molti di loro erano dei veri laici, avevano il senso della misura e maggior rispetto verso gli avversari. Oggi siamo ridotti al turismo per poter nascere e morire, la gente si prenota negli ospedali svizzeri per poter morire con dignità. (Conversazione con Miguel Mora, El Paìs)

Francesco Forlani Yes, we can

Muore Craxi, muore Andreotti, vuoi vedere che muoio anch’io
e si dirà muore il Forlani e questo non è bello, sai
non è bello anche se è vero che Forlani muore
e se è per questo muore pure l’amore talvolta
ma mica mo, no, no non muore, almeno
e poi muori anche tu che leggi
e gratta e vinci e gratta e gratta sotto anche se
muori ogni volta che muore qualcosa, qualcuno
e tutti vogliono essere qualcuno, almeno qualcosa.
Muore il CAF, muore perfino il FAC il CAC quarante
e muoro anch’io ma non a Nuoro e non mo, non mo io
quando sarà, perchè sarà, benchè tardi sarà, abbastanza
nonostante molto tardi, che si dirà : Forlani è morto
il Forlani comunista dandy però, si aggiungerà poco dopo
non quello demoscristiano precisando ecco.
Al funerale qualcuno chiederà se eravamo parenti
che in vita perfino alle elementari lo chiedevano tutti
e allora apparirò con il permesso e risponderò io stesso
siamo apparenti, solamente, pure tu che leggi, ridi
apparenti alla lontana però
visto che commenti e ti strappi le vesti e ti manipulisci
quasi ti consoli che il tempo ha fatto quello che lo spazio
di una vita non è riuscito a fare politicamente ecco
e Dio è morto, Marx è morto, la politica muore
ma l’amor mio non muore
c’est déjà ça.

vendredi 10 octobre 2014, par Patrizia Molteni