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Italia&Art Digione “La passione de l’artista”

Creatore del Festival Italia&Art di Digione, in pieno fermento al momento in cui scriviamo, Vincenzo Cirillo è l’autore di uno spettacolo teatrale europeo, in scena al Festival fino al 20 marzo e poi ad Opole in Polonia in Aprile.

La passione dell'artista Un progetto che nasce dalla volontà della regione Borgogna di consolidare il gemellaggio con la regione polacca di Voidovine. Si chiede ad un italiano, Vincenzo Cirillo, che la Regione conosce per il Festival. Cirillo ci pensa, si documenta e trova subito l’elemento federatore : Jerzy Grotowski, genio polacco, figura di primo piano del teatro mondiale, che proprio ad Opole negli anni Sessanta fonda quello che sarebbe poi diventato il famoso “teatro-laboratorio”. Dopo varie esperienze Grotowski arriva a Pontedera, in provincia di Pisa, dove muore, nel 1999. Logico allora che dalla Borgogna alla Polonia si passi per l’Italia.
D’altro canto, nel suo piccolo, Vincenzo ha creato, dopo 15 anni di ricerca a Pisa, un metodo teatrale che si avvicina, nello spirito, a quello di Grotowski. Lo chiama “il teatro della sofferenza” e ha delle regole ben precise : gli attori non possono levare lo sguardo dal suolo con un’espressione del volto neutra, senza cioè esprimere emozioni, anche solo attraverso il corpo ; ogni attore ignora i movimenti degli altri attori e la storia nella sua globalità e deve ripetere lo stesso gesto almeno tre volte per ovviare alla simultaneità in scena di personaggi che sembrano andare ognuno per conto proprio. Sono 12 le regole imposte dal metodo, applicate anche in questo spettacolo.
Il regista ha lavorato con attori italiani e polacchi, con prove a Digione e ad Opole. Tra gli attori, alcuni sono professionisti come Cecylia Jacewska-Caban e Lukasz Schimdt o la digionese Mireille Marie, che da sette anni lavora con Vincenzo Cirillo ed è formata al “teatro della sofferenza”. Ma anche con attori ”per caso” come il canadese Frederick Gagné, artista plastico, che per la prima volta nella sua vita passerà dall’altra parte della tela.
“La passione dell’artista” racconta il viaggio di quattro artisti - un pittore (Amedeo Modigliani) una scultrice (Camille Claudel), un autore (Antonin Artaud) ed un Filosofo (Emil Michel Cioran) – verso l’elevazione di se stessi e della loro arte ed il calvario, la miseria, la follia e la morte che questo viaggio richiede.
E’ la storia dell’Uomo, condannato soffrire, gioire, morire. Un uomo che non ha scelto tra essere “Santo” o “Artista” ma subisce questa vocazione come un San Francesco moderno. Abbandonatosi come un relitto al mare è costretto dalla marea ad isolarsi dagli altri, perfino da chi lo ama e lo ammira. Non riesce proprio a vivere in mezzo alla gente, solo la natura lo capisce e si fa capire da lui. “La passione dell’artista è la stessa dell’uomo (non sa volare, non sa essere Dio, non sa arrestare la sua decadenza), che è nato per morire inutilmente”, dice Cirillo, “ed in questo percorso universale - il viaggio intorno a se stessi e dentro se stessi - che risiede tutta la poesia dell’esistenza e della nostra anima perduta nell’infinito”. “L’uomo rappresentato in questa performance fuori dal tempo e dalla realtà vive nella stanza dell’imaginazione : ogni oggetto diventà simbolo, attore di un attimo che era stato dimenticato e che ora ritorna nel sogno e si materializza davanti lo sguardo dello spettatore che da ignaro passante diventa protagonista di questa meravigliosa storia”, continua il regista. Una concezione che si rifa all’uomo e l’oggetto di Kantor, alla super marionetta di E.G.Graig, al teatro povero di Grotowski fino alla commedia dell’arte italiana tra mimo e danza.
Da vedere assolutamente.

La passione dell’artista (L’anima)
Testo/regia/luci/ Vincenzo Cirillo, attori : Cecylia Jacewska-Cabal (Opole/Polonia), Lukasz Schimdt (Opole) Mireille Sainte Marie, Frederick Gagné (Digione), musica : Cinemavolta, Immagine : Tonia Carnasale.

vendredi 2 avril 2010, par Patrizia Molteni