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Italiart Dijon : intervista a Vincenzo Cirillo

L’unico Festival pluridisciplinare italiano, recita con orgoglio per la dodicesima volta il sottotitolo alla manifestazione, quest’anno ancora straripante di eventi di qualità. Sì perché se abbondano i festival di cinema e se la musica e gli artisti italiani sono ormai piuttosto conosciuti in Francia, questo tipo di Festival si apparenta più alla programmazione, concentrata su un mese, di un Istituto di Cultura. Ce ne parla Vincenzo Cirillo, fondatore e direttore di Italiart.


Ormai alla dodicesima edizione ti senti di dirci qual è stata l’evoluzione di Italiart negli anni ?
Eh, si diventa più vecchi, si imparano cose…. Ci siamo resi conto che di festival come Italiart in Francia non ce ne sono. E’ l’unico festival pluridisciplinare italiano quindi facciamo una cosa importante per la comunità italiana e per i francesi perché facciamo scoprire loro una cultura italiana underground che magari non avrebbero occasione di conoscere.

La programmazione è fatta in base al gusto francese ?
Abbiamo la fortuna di lavorare con degli enti italiani molto importanti che hanno anche delle “star”, per esempio DocServizi che gestisce anche Laura Pausini, Nek e artisti di questo calibro. Ma hanno anche una grande scuderia di indipendenti, quindi ci propongono cose meno conosciute all’estero e noi selezioniamo quello che va bene per il pubblico francese. Cerchiamo di avere una varietà di stili.

Cosa apprezza di più il pubblico francese ?
Ci vede soprattutto la gioia. I francesi vedono l’italiano gioioso e anche quando è incazzato è un anarchico simpatico. Per questo c’è Bobo Rondelli : chi meglio di un livornese ? Lo diceva anche Piero Ciampi - “sono arrabbiato per tre buoni motivi : sono livornese, anarchico e comunista” !
Credo che il pubblico apprezzi anche “l’etica” di Italiart. Non si fa dell’intrattenimento, sì ci si può divertire, essere contenti, però bisogna comunque comunicare dei messaggi, delle idee, anche dei pensieri filosofici. Siamo il contrario della televisione [ride].
Negli anni il pubblico è cresciuto molto sia quantitativamente che in termini di qualità di ascolto, di condivisione dello spirito del festival. C’è da dire che è una città molto internazionale e oltre ai tanti stranieri residenti, per Italiart vengono da tutta la Francia. I nostri eventi sono completi un mese prima della data.

Tu cosa presenti quest’anno ?
Sono molto contento della creazione che sto facendo con i ragazzi che seguono l’atelier di teatro che conduco con Francesca Sebastiani, presidente dell’Associazione, artista e creatrice molto brava. I ragazzi non sono del mestiere ma si sono rivelati dei talenti immensi. Lo spettacolo è un omaggio alla natura e all’umanità, una critica, anche. Ci siamo ispirati alle Operette morali di Leopardi, dal “Dialogo della natura e di un islandese”, inserendo anche un omaggio al teatro. Uno spettacolo molto attuale, sotto forma di performance tra danza, musica, corpo e parola.

Il resto del Festival ?
Si dà molto spazio al teatro, alla musica, alla letteratura ma anche alle arti. Non voglio che a Italiart le mostre finiscano, come spesso succede, ad essere un riempimento. Sono mostre bellissime e visto che non siamo un festival sciovinista, ci tengo a dirlo - ma siamo un festival che fa onore all’Italia pur restando aperto alle altre culture…
Ci sarà La Horla di Maupassant, e ci saranno anche due fotografi, un siriano (Abdulazez Dukhan) e un polacco (Marcin Ryczek), una mostra in collaborazione con il Municipio di Ravenna che è una cosa meravigliosa… io mi sono innamorato subito quando ho visto le foto a Reggio Emilia a “Fotografia europea”, le foto mi hanno talmente emozionato che mi sono quasi messo in ginocchio per averli. Te mi chiedi “ma come fai” ? Ecco io mi metto in ginocchio davanti agli artisti perché accettino di venire a Italiart.
Spesso sono artisti – a parte Bobo – alla loro prima volta in Francia. Molte volte Poi tornano tante volte in Francia, ma grazie a Italiart. Ormai tanti festival vengono a “pescare” tra i nostri invitati perché dicono che se vengono a Digione sono bravi. Devo dire anche che molti dopo sono andati a Sanremo… non so se è un complimento per noi…
Quest’anno abbiamo Alessandro Sipolo, che è un talento fantastico. Poi i Malmo che sono già venuti ma nella prima parte dei Blindur, li abbiamo visti e ci siamo accordati subito per quest’anno.

Contenti della prima volta allora ?
Da noi è diverso : gli artisti stanno tre giorni, conoscono la gente, gli altri artisti, conoscono la città, la fotografano, assaggiano il cibo francese... Vengono volentieri. Dicono : “Sto bene, mi diverto e sono pagato per suonare e magari faccio la prima data in Francia”.

Tra gli artisti c’è ancora un reggiano, Pietro Anceschi
Sono andato nel suo atelier a Reggio Emilia e ho visto come disegnava la città dal cielo, come se avesse uno zoom. Sono rimasto impressionato dalla precisione, dalla meticolosità… e dall’emozione che trasmetteva. Un artista molto realista ma anche molto fantasioso, che combina perfezione e poesia. Ancora un reggiano ? E’ una città ricchissima di artisti, l’Italia in generale lo è. E’ difficilissimo fare Italiart, è una sofferenza quando devi eliminare.

Come fai ?
Molte volte è il budget, poi a volte è anche il caratteri degli artisti, a volte sono intrattabili. Noi ci vogliamo divertire… un peccato però noi si sceglie anche il carattere : dev’essere sociale, umanista e semplice. Poi il vantaggio è che essendo artista anch’io ci si conosce anche quindi i rapporti tra artisti sono molto più facili che tra artisti e manager. Da noi vengono a molto meno di quello che prenderebbero con agenzie, perché a volte anch’io vado da loro e faccio una cosa gratis.

La solita lotta contro i finanziamenti insufficienti !
Sì, è finanziato al 100% dalla Francia, da enti pubblici ma anche da sponsor privati che magari non ne hanno bisogno ma che vogliono sostenere perché è una cosa italiana. Quest’anno abbiamo per la prima volta Thello, magari un giorno riusciremo ad avere di più, ma resteremo un Festival solidale : i soldi in più serviranno per gli artisti e per farli conoscere di più.


Voir en ligne : Tutta la programmazione

dimanche 18 février 2018, par Patrizia Molteni