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Itinerari del gusto nelle Marche

Le Marche, l’unica regione al plurale, sono un concentrato di tutto quello che si puó trovare in Italia : tradizione, cultura, storia e natura. Il giornalista e scrittore Guido Piovene in Viaggio in Italia, nel 1957 scriveva cosi a tal proposito : “Se si volesse stabilire qual è il paesaggio più tipico, bisognerebbe indicare le Marche .... L’Italia con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo ; le Marche dell’Italia ...”.


Questa terra apparentemente timida e schiva nasconde tesori lasciati dalla storia e dalla natura, che l’uomo ha saputo conservare. Agli occhi del visitatore il territorio è un sorprendente susseguirsi di paesaggi che ne cambiano di volta in volta i colori : il mare, le dolci e rigogliose colline - quelle che hanno ispirato a l’Infinito i versi di Giacomo Leopardi - la lunga catena montuosa appenninica con il Parco dei Sibillini, le grotte carsiche sotterranee, i laghi, le gole, i fiumi ed i torrenti. Ma è anche terra di fortezze, città murarie e castelli, città d’arte (Ascoli Piceno, Fabriano, Jesi, Macerata, Urbino), di teatri storici (se ne contano almeno 100), strade romane, antiche abbazie e luoghi della spiritualità (casa di Gesù di Nazareth trasportata secondo la leggenda dagli angeli nella città di Loreto). Terra che ha attratto grandi artisti (Lorenzo Lotto, Carlo Crivelli, Piero della Francesca, Rubens, Tiziano) e che ha ispirato i suoi figli più illustri nel campo della letteratura e della poesia (Giacomo Leopardi), della pittura (Raffaello Sanzio,Gentile da Fabriano), dell’architettura (Bramante), della pedagogia (Maria Montessori) e della musica (Pergolesi, Spontini e Rossini). E a proposito della musica le note liriche dei grandi compositori marchigiani riecheggiano ancora nei celebri : Rossini Opera Festival, Festival Pergolesi Spontini, Sferisterio Opera Festival oltre che nei maggiori teatri del mondo.
Un motivo in più per trascorrere una vacanza nelle Marche è quello di provare la sua cucina varia come i suoi paesaggi : dai sapori del pesce dell’Adriatico alle pietanze della collina e della montagna, dall’olio al tartufo, dalle carni lavorate ai formaggi. Venti sono i vini, tra DOC e DOCG che ben si accompagnano alle creazioni della cucina locale ; dal Verdicchio di Jesi e di Matelica – dall’inconfondibile bottiglia – alla Vernaccia di Serrapetrona, dal Falerio dei Colli Ascolani al Bianchello del Metauro, per tornare ai rossi : Rosso Conero, Rosso Piceno e Lacrima di Morro d’Alba e concludere con i liquori a base d’anice, Anisetta Meletti e Mistrà Vernelli.
Per scoprire le Marche e assaggiare le sue specialità eno-gastronomiche, ecco alcuni itinerari del gusto :

1° itinerario : Fra parchi e riserve naturali


Dal Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello al Parco Regionale del Conero lungo il litorale Adriatico passando per la Riserva Naturale Gola del Furlo, lungo l’antica via Flaminia. Proseguendo a sud si raggiunge il Parco Naturale Regionale della Gola Rossa e di Frasassi – con le famose grotte - fino ad arrivare all’affascinante Parco Nazionale dei Monti Sibillini reso misterioso dalla leggendaria dimora della Sibilla. All’interno del parco imperdibili sono i Piani di Castelluccio, il Lago di Pilato (nelle cui acque vive l’unico esemplare al mondo di Chirocefalo Marchesoni, un piccolo crostaceo rosso corallo) e lo scenario delle Lame Rosse (anche detto Grand Canyon marchigiano).
Enogastronomia : la strada dei formaggi. Prodotti nobili della tradizione casearia pesarese sono la casciotta di Urbino DOP, piccolo cacio di latte misto a pasta molle (pare che fosse il formaggio preferito di Michelangelo Buonarroti, che se lo faceva spedire regolarmente a Roma) e l’ambra di Talamello, squisito formaggio di fossa, stagionato in cave di tufo. Altri gustosi formaggi dell’area montana sono : il Casecc (pecorino stagionato nelle foglie di noce), il Figo (formaggelle di pecora stagionate in foglie di fico o di verza), lo slattato, il raviggiolo, il bazott e il cacio in forma di limone.

2° itinerario : Ascoli Piceno, la città delle centro torri


Il centro storico di Ascoli Piceno, costruito quasi interamente in travertino, conserva resti della città medievale su cui si aprono splendide piazze rinascimentali, fra le quali Piazza del Popolo, una delle più belle d’Italia, dove si trovano il duecentesco Palazzo dei Capitani del Popolo, lo storico Caffè Meletti in stile liberty e la Chiesa di San Francesco, affiancata dalla Loggia dei Mercanti del 1513. Piazza Arringo è invece la piazza più antica con il medioevale Battistero di San Giovanni, il Palazzo dell’Arengo e la Cattedrale di Sant’Emidio, che racchiude al suo interno un polittico di Carlo Crivelli. Una passeggiata per la città permette anche di vedere antichi resti della città romana e di altre remote epoche : il ponte di Solestà, le rovine del teatro, le grotte dell’Annunziata, la Fortezza Pia, il Forte Malatesta, il Palazzetto Longobardo con la Torre degli Ercolani e l’ottocentesco Teatro Ventidio Basso.
Enogastronomia : la strada degli oliveti. I piatti che maggiormente rappresentano la cucina locale sono le olive all’ascolana (olive tenere ascolane, denocciolate e farcite con un morbido composto a base di carne mista, poi impanate e fritte) e il fritto misto (costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta anche detta cremino). Un’altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l’oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche. Ogni anno a primavera inoltrata, si svolge la sagra del Fritto Misto all’ascolana (aprile-maggio).

3° Itinerario : Fra rocche e castelli nel Montefeltro


Il palazzo Ducale di Urbino, voluto da Federico da Montefeltro, simboleggia la dimensione signorile e di corte raggiunta dalla città nel Rinascimento. Oggi l’edificio ospita la Galleria Nazionale delle Marche, in cui sono conservati alcuni capolavori di Raffaello, Piero della Francesca, Tiziano, Paolo Uccello, ecc. La zona di Montefeltro è ricca di rocche fiabesche, opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini : San Leo (il forte dove fu tenuto prigioniero il Conte Cagliostro), Mondavio, Cagli, Sassocorvaro ne sono i più suggestivi esempi. A poca distanza dalle fortezze martiniane si erge il Castello di Gradara, voluto dai Griffo poi rimaneggiato dai Malatesta e dagli Sforza, noto per la storia d’amore di Paolo e Francesca di dantesca memoria, dove si respira ancora un’incredibile atmosfera medievale.
Enogastronomia : la strada dei tartufi.
Oltre ai già decantati formaggi abbinabili a una succulenta crescia sfogliata (sorta di piadina), nell’urbinate si possono assaggiare alcune eccellenze gastronomiche come il Prosciutto di Carpegna e l’olio di Cartoceto - dai marchi DOP - e i tartufi di Acqualagna e dintorni : Tartufo Bianco Pregiato, Tartufo Nero e Tartufo Nero Estivo. Il nobile tubero si presta quale condimento speciale di molti piatti preparati secondo la tradizione artigianale ; una vera bontà è la fonduta di caciotta dop di Urbino, con sfoglia di parmigiano e tartufo bianco, mentre uno dei sughi più gustosi è fatto col nobile fungo, tritato, con olio e acciughe e con l’aggiunta, a volte, di patè di fegato. Assolutamente da provare è l’insalata di funghi e tartufi, conditi con una salsa a base di rossi d’uovo e limone.

4°Itinerario : A zig-zag fra costa e collina


Dalla costa, dove spiagge di sabbia finissima e dorata si distendono fino al blu intenso del mare, alle morbide colline variamente coltivate. Dalla rinomata San Benedetto del Tronto, Riviera delle Palme, fino a Portonovo, nelle splendide località Numana e Sirolo, per fare un tuffo nel blu della splendida “spiaggia delle due sorelle”, dai due enormi scogli che si ergono dal profondo del mare. Lungo il tragitto qualche deviazione verso l’interno permette di scoprire la ridente campagna e le morbide colline fiancheggiate da vigneti, frutteti, coltivazioni che cambiano con l’alternarsi delle stagioni. Immersi in questi quieti paesaggi sopravvivono antichi borghi e insediamenti medievali chiusi da cinte murarie, che sovrastano le colline : Offida, Ripatransone, Cingoli, San Ginesio, Corinaldo, Loreto.
Enogastronomia : le vie del vino.
L’eccellenza della cucina marinara è rappresentata dal brodetto, una zuppa che prevede tredici tipi di pesce diverso con alcune varianti originali per ogni località litoranea. Fra i primi piatti grande e meritata fama hanno i maccheroncini di Campofilone e i Vincisgrassi, un particolare tipo di lasagna molto diffusa nel maceratese. Nella stessa zona, parlando di salumi, si produce il ciascuolo insaccato da spalmare, con aglio, finocchio, vin cotto e, talvolta, tartufo.
Gli amanti del vino possono approfittare del percorso per conoscere i pregiati vitigni marchigiani.
• Strada del Vino Verdicchio di Matelica tra le splendide colline della provincia di Ancona e di Macerata fino al confine con l’Umbria.
• Strada del Vino Verdicchio dei Castelli di Jesi nella lussureggiante campagna jesina.
• Strada del Rosso Conero : fra Ancona, Loreto, Numana, Osimo.
• Strada del Vino Rosso Piceno Superiore da Offida, borgo fra i più belli d’Italia, alla costa.
• Strada del Vino Lacrima di Morro d’Alba, intorno alla città fortificata medioevale di Morro d’Alba.
• Strada del Vino Bianchello del Metauro tra Urbania, Acqualagna, Cagli, Pergola e Fossombrone.

vendredi 20 février 2015, par Vera Mascaretti