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Du clair-obscur de “Moi, Caravage” au combat contre l’obscurantisme de “L’Autre Galilée”

“L’Autre Galilée”

de et avec Cesare Capitani

Dopo 400 rappresentazioni di ‘’Moi, Caravage’’, Cesare Capitani si appresta a fare il bis con ‘’L’Autre Galilée’’, pièce che mette in scena il lato umano e filosofico di quello che è considerato il "padre della scienza". Fino al 12 marzo 2016

Di Galileo tutti conoscono la frase "eppur si muove" pronunciata dallo scienziato uscendo dal Tribunale dell’Inquisizione che lo aveva costretto ad abiurare le sue teorie - poi confermate - secondo le quali la terra si muoveva intorno al sole.
Meno conosciuto il suo lato filosofico, che Capitani ha scoperto per caso al Festival de la Correspondance di Grignan, dedicato quell’anno alle Lettere dei filosofi. "La sua scrittura feroce ed ironica mi fa sorridere e riflettere", racconta Capitani, "affronta temi come la libertà di pensiero, la tolleranza, la laicità, la separazione tra scienza e religione… temi di grande attualità oggi". "In realtà i problemi che ha avuto con l’Inquisizione sono stati dovuti più al suo pensiero filosofico che alle sue scoperte scientifiche, leggendo i documenti d’epoca, viene chiaramente fuori che Galileo ha fatto più danni di Lutero" spiega l’autore-interprete della pièce. Come per Caravaggio, e forse è proprio questo ad aver stuzzicato l’interesse di Cesare, Galileo è un personaggio controverso, considerato da alcuni un genio sovversivo, da altri un eretico e un codardo.
Capitani e il regista, Thierry Surace, davanti alla scelta tra "celebrare" la vita dell’autore di "Dialoghi sopra i due massimi sistemi" attraverso dialoghi e discussioni in scena, decidono di partire proprio dalle lettere e di mostrarne i peccati di vanità, la codardia, le manipolazioni e gli intrighi, oltre che la grandezza del suo pensiero. In altre parole, la scelta è quella di mostrare l’uomo piuttosto che il personaggio pubblico, nella scia di quella che è stata la pièce Moi, Caravage. Stavolta Capitani è solo sul palco e interpreta oltre che Galileo, la madre, il giudice inquisitore, l’allievo "cretino" in un decoro ridotto all’essenziale, per dare più forza al testo.

L’autre Galilée
di e con Cesare Capitani
Regia Thierry Surace
Musica Antonio Catalfamo
Luci Dorothée Lebrun.
Costumi Vjollce Bega
Scenografia Ségolène Denis.
Una coproduzione
Cie Prisma/Cie Miranda.

Théâtre Lucernaire
Fino al 12 marzo 2016
53 rue Notre Dame des Champs 75006 Paris
Réservations 0145445734
Spettacolo in italiano
il martedì, alle 18.30

Il 19 gennaio, lo spettacolo sarà seguito da un incontro con la troupe e Beatrice Biagini, che aveva curato gli atelier su Galileo per le scuole.

Partenariato Focus In : biglietto ridotto a 15€ per gli spettacoli in italiano chiamando Laury Michalon allo 01 42 22 66 87 a nome di Focus In.

lundi 11 janvier 2016