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La Democrazia Cristiana per chi non c’era

Io purtroppo sì

Chi è nato, diciamo, dopo il 1975 fa fatica a capire come un partito possa governare per 45 anni ininterrottamente, nonostante i suoi tentativi costanti, più o meno riusciti (ma spesso più), di mandare in rovina il paese. Una storia che si è ripetuta con il Ventennio successivo, cioè con il governo dell’ex-cavaliere, anch’esso poco comprensibile agli occhi del mondo e dei più giovani. Vita, morte e miracoli della balena bianca.

Avete presente il capolavoro di Melville, Moby Dick, che descriveva la lotta di un baleniere contro un’enorme balena bianca che ingoiava tutto e tutti ? La DC, secondo l’espressione di Giulio Nascimbeni (Corriere della Sera, 1994), era un po’ così. Ma la balena prima di essere enorme, è stata necessariamente balenottero e senza capire come e in quale contesto è nata, è difficile capire come è riuscita a fagocitare tutte le energie positive del Belpaese all’alba del miracolo economico.

Facciamo un passo indietro.

“Preferisci la libertà o la paura di tutti i giorni ? Preferisci una casa in cui tu ti possa sentire sicuro o una casa dove centinaia di occhi sospettosi continueranno a spiarti ? Preferisci lavorare in pace o vedere la tua città devastata, i tuoi cari massacrati, o dispersi ? Preferisci la certezza del pane o la fame umiliante ? Preferisci la serenità o il terrore ? ‘Oh, se dipendesse da me’ tu rispondi. Ma dipende da te ! La scelta è affidata proprio a te, personalmente. Basta che oggi tu vada a votare”.

Correva l’anno 1948 e si profilavano le seconde elezioni del Parlamento italiano. Il brano dell’articolo del Corriere della Sera, citato nel libro di riferimento di questo periodo, All’Alba della DC di Roberta Visco, la dice lunga sulla campagna per convincere gli italiani (che erano tali da poco meno di 90 anni) ad andare a votare. Toni violenti, meno le parolacce odierne, e minacce continue che facevano leva sulle paure della gente, appena uscita dalla guerra. La DC aveva tutto dalla sua parte : le radici cristiane, la lotta al comunismo (che il provvidenziale colpo di stato di Praga nel febbraio del 1948 aveva esacerbato), i giornali che con articoli di questo tipo forgiavano l’opinione pubblica. E funzionò : percentuali di votanti che oggi ce le sogniamo (92%), 48,3% alla DC, un voto chiaramente contro lo spettro del “Baffone” (all’anagrafe Stalin). C’è da dire che dalla sua parte la DC aveva niente meno che Papa Pio XII ovviamente a favore di un partito cristiano e gli Stati Uniti che sventolavano davanti al naso degli italiani i soldi promessi dal piano Marshall per la ricostruzione del paese.

Il paese dei Tengofamiglia

Il “Fronte democratico popolare” (comunisti e socialisti) riscosse nonostante tutto il 35,2% dei voti (anche quella una percentuale che fa sognare la sinistra di oggi). Come al solito loro avevano smosso gli intellettuali – Elsa Morante, Corrado Alvaro, Giacomo Devoto, Giuseppe Petronio, Guido Salvini, Alberto Mondadori (ignaro che la casa editrice del padre sarebbe finita nelle grinfie del magnate della stampa scritta e televisiva, Sua Emittenza Silvio B.). Il vizio di far campagne un po’ troppo concettuali i democratici non l’hanno ancora perso, così come gli eredi della DC continuano a far leva sugli istinti primari, sui valori che vanno a toccare gli interessi e le trippe di tutti nel paese di Tengofamiglia : la famiglia, i bambini, la religione. Persino la Chiesa aveva decretato che non votare costituiva un peccato mortale !

Senza parlare delle donne, che votavano per la seconda volta ed erano considerate (lo sono ancora ?) una riserva di voti facile poiché prive di ogni idea in politica (e in generale). Roberta Visco cita un’altra chicca della campagna elettorale del 1948, stavolta tratta dal settimanale Oggi (4 aprile 1948) : “Il 18 aprile andrai a votare. Vedrai, troverai una bella giornata : ma anche se piovesse, cara, prendi l’ombrellino e fila ! Quando hai l’appuntamento col tuo bello esci anche con l’uragano, non è vero ? E dunque… Nella cabina sarai sola. Fai la crocetta sopra il segno che vuoi : questo vuol dire votare. Ma non scegliere il segno che ti sembra più bello, più ben disegnato. Non si tratta di bellezza, qui, si tratta del tuo destino…”. Un destino comunque dove la bellezza conta : sempre su Oggi del 4 aprile troviamo un fotoservizio sulle “Reginette del Cominform” con il solo obiettivo di dimostrare che le comuniste non solo sono cattive ma sono pure brutte, mica le (e)lettrici vorranno somigliare a loro ? Poi “l’ombrellino” per andare dal “bello” farebbe una brutta fine… Una campagna antifemminista che ricorda stranamente i commenti dell’ex cavaliere e della Lega sull’aspetto di Rosy Bindi, deputata del Partito Democratico (di provenienza ex-DC).

40 anni impuniti

E’ l’inizio dell’era DC. Nel governo guidato da Alcide De Gasperi : Giulio Andreotti, Aldo Moro (sottosegretari), Giuseppe Saragat (Marina mercantile e vice presidente del Consiglio fino al ’49), Amintore Fanfani (Lavoro e previdenza). Nomi che accompagneranno gli italiani fino all’inizio dell’era Berlusconi (salvo, ovviamente, quelli che la morte si è portata via).
Tra questi c’erano grandi personaggi e grandi politici, per carità. La DC ha accompagnato il miracolo economico, grandi conquiste come il divorzio e l’aborto (che ha applicato pur essendo contraria, in rispetto dei risultati referendari), il compromesso storico con il PCI di Enrico Berlinguer che oggi è sulla bocca di tutti i politici (un segno premonitore ?).
Ma la vita della Democrazia Cristiana è stata anche attraversata (e spesso non “a sua insaputa”) da una miriade di scandali e problemi socio-economici. Per citarli tutti ci vorrebbe un Dizionario taglia Zanichelli maggiore, ma diciamo che vanno dalla collusione con la mafia (tanto che L’Espresso per anni ha avuto una rubrica intitolata “Andreotti e la Mafia”), alla partecipazione a logge massoniche come la P2, passando per assassinii o suicidi “assistiti”, eccidi, stragi di matrice terroristica mai elucidati (si pensi a Piazza Fontana), scandali finanziari, corruzione, tangentopoli … Sua per esempio la strategia della tensione di cui l’ex-Presidente Francesco Cossiga, in una senilità non proprio lucidissima, andava orgoglioso tanto da porgersi a consulente per i risolvere problemi di ordine pubblico.

L’era della DC finisce quando il presidente socialista Pio Alberto Trivulzio, vicino a Bettino Craxi viene colto le mani nel sacco mentre incassa una tangente da 7 milioni, i giudici lo arrestano, Craxi si rifugia in Tunisia … si affaccia sulla scena politica un imprenditore. Due anni dopo ha ufficialmente inizio il Ventennio berlusconiano.
Poteva andare meglio. Aperta la scatola di Pandora, gli italiani potevano accorgersi che si può anche essere governati da persone “pulite”, non legate alla mafia, alle logge, alla corruzione, agli scandali. Non è andata così.

Democristiani dentro

Cos’hanno in comune Don Sturzo, De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Giulio Andreotti, Aldo Moro, Francesco Cossiga … ? Com’è possibile che attorno allo stesso partito ci fossero persone chiaramente di destra e persone che hanno lottato per un’Italia migliore ? A parte la radice cristiana (comunque accettata anche dai laici del partito), la DC è stato il partito delle anime diverse, delle contraddizioni interne, degli opposti, tutti riuniti dietro un unico simbolo.
Democristiano, nell’immaginario di tanti, è diventato sinonimo di una gestione clientelare, fatta di raccomandazioni e di tangenti, di mafioso, corrotto e corruttore, della compra-vendita di voti, di crimini nascosti anche molto gravi, di appropriazione indebita del denaro pubblico speso per tutto meno che per il bene comune … politici ben poco raccomandabili che fecero titolare a Luigi Pintor “Non moriremo democristiani” il suo articolo sulla fine della balena bianca.
Alcuni democristiani, però, hanno saputo portarsi addosso una purezza, un senso di pacata moderazione, un comportamento cattolico (quello che coincide anche con i valori di tanta sinistra : equità, giustizia sociale, umanesimo in senso largo). Nel 2006 quando ci siamo tutti trovati a sostenere con entusiasmo la candidatura di Romano Prodi, un mio amico mi disse : “Ti rendi conto ? Siamo qui a sperare che un democristiano ci porti fuori dalla m… Eppure solo lui ce la può fare !” Ed è proprio così, non tutti i democristiani vengono per nuocere.

Il ritorno della balena bianca

Dal 25 luglio 1993, data ufficiale dello scioglimento della Democrazia Cristiana, i commentatori politici si sono occupati e si occupano regolarmente di tre argomenti : gli autogol della sinistra, l’immortalità politica di Berlusconi e il ritorno della DC.
Le schegge della democrazia cristiana, per i motivi di cui sopra, si sono conficcate sia a destra che a sinistra. Oggi per esempio troviamo al centro-destra Pierferdinando Casini, Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Mario Mauro (questi due in quota Comunione e Liberazione), nel centro-sinistra Dario Franceschini, Graziano del Rio, Enrico Letta, Rosy Bindi … fino a Matteo Renzi, senza parlare naturalmente di Romano Prodi.
Singole schegge non fanno partito, anche se la critica politica ha salutato in successione Mario Monti (che poi era un tecnico), Enrico Letta e Matteo Renzi come i possibili rifondatori di una DC 2.0 (questi ultimi due anche a causa del loro passato in Comunione & Liberazione). Il premier in particolare, portando a casa il 40.8% alle ultime elezioni europee ha raggiunto cifre paragonabili alle famose elezioni del ’48.
Sarà vero ? E se lo fosse la profezia prevede anche Tangentopoli 2.0, Stato-Mafia 2.0, Brogli e Inciuci 2.0. … (che poi, considerato che il telegiornale è diventato una lista di indagati e condannati… è solo un misero aggiornamento da 1.8 a 2.0). Cioè si tornerà ad una DC che aveva anche “anime buone” al suo interno oppure sarà una DC berlusconizzata dal Ventennio in cui è stato legittimato il “ciascuno per sé” e chi ci guadagna è figo ?

Camicia bianca la trionferà ?

All’ultima Festa dell’Unità … oops, del Partito Democratico di Bologna, ha destato inquietudini il vedere sullo stesso palco Matteo Renzi, Manuel Valls (che in Francia conosciamo bene) e Pedro Sanchez, segretario del Partido Socialista Obrero Espanol, politicamente molto simile ai primi due. Giovani rampanti, si dice bellocci, di centro-sinistra (sempre si dice), sono stati percepiti come una nuova “terza via” sul modello di quello che fecero Blair et Schröder negli anni ’90. Se questo è il modello la “terza via” si prospetta come un governo che si dice di sinistra ma che fa politiche di centro, magari anche di centro-destra come dimostrano le proteste dei sindacati verso il Jobs Act di Renzi e il “Pacte de Responsabilité” di Hollande. E se non né sinistra, né destra, non sarà il grandissimo centro a 360° che era la DC ? Speriamo di no.

vendredi 10 octobre 2014, par Patrizia Molteni