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La copertina di Mauro Biani

Intervista

Mauro Biani fa ormai parte dei grandi autori di satira in Italia e pubblica nei giornali più autorevoli. I temi che gli stanno a cuore - gli immigrati, la precarietà, la giustizia, la pace, la democrazia sono quelli che trattiamo in modo particolare nel numero che ha in copertina un’immagine che Biani ci ha regalato. Intervista.

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studente-operaio @Mauro Biani

In alcuni casi i personaggi delle tue vignette sono donne, uomini senza volto, ma perfettamente leggibili. Questa scelta rappresenta forse, almeno in parte, la tua volontà di dare sguardo e parola a chi non è né visto ne ascoltato ?
In parte. C’è in questa scelta una sorta di pudore (in cui mi specchio), dei personaggi che rappresentano la “scena teatrale” della vignetta, della tavola. Personaggi spesso senza nome con i quali parlo, o che si parlano, e gridano, a voce bassa, verso chi legge, inseriti in contesti paradossali, a volte violenti e che cercano umanità. Ma col pudore di chi sa di rappresentare solo una vignetta.

Quanto la tua relazione educativa con i ragazzi disabili influenza l’attività di vignettista politico e sociale ?
I ragazzi che seguo nel Centro mi hanno insegnato a cambiare sguardo, punto di vista, linguaggio. Tutto quello che dovrebbe essere la base anche dello sguardo e della comunicazione satirica. Sono poi anche specchio dei “senza voce”, di chi si affida alla comunità e alle responsabilità della comunità. Umanità di base e nuda. Ribaltano persino la classica definizione di satira : il re è nudo. Sono loro che si presentano nudi davanti al re. Così il re scappa o si vergogna.

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Nutrire il pianeta @Mauro Biani

Ci spieghi il senso della libertà nella satira politica e il tuo modo di essere libero mentre disegni ?
Per me la libertà di satire deve essere completa (come ogni espressione). Chi fa satire si assume la responsabilità legale ma ancor prima sociale del suo esprimersi. Io mi sento abbastanza libero (non ho mai patito pressioni o grandi censure), e comunque dipende eventualmente dalle mie (rarissime, almeno così mi pare) autocensure. I modi di fare satira sono tanti, anche questo è un valore aggiunto dal mio punto di vista. Io voglio essere libero di scegliere le mie “priorità” delle notizie, e di esprimerle col mio modo.

L’esperienza del crowdfounding, nata con il progetto Satira migrante con cui hai pubblicato “Tracce migranti”, quale valore aggiunto ha avuto, rispetto alla pubblicazione tradizionale ? A chi la consiglieresti ?
A tutti, senza alcuna distinzione. E’ chiaro che soprattutto per autori giovani questa esperienza è quasi obbligatoria. Ma il punto è la possibilità di coltivare la libertà di espressione senza editori intermediari, e decidendo il valore (anche economico) dell’autore o degli autori. Un giusto compenso, senza sfruttamento, con l’interesse dei partecipanti/lettori al crowdfounding. “Piccola editoria” ma con un valore per me enorme. Nella mia esperienza, la scelta del crowdfunding, non è stata solo uno strumento per fare libri in un periodo di profonda crisi dell’editoria, della cultura e della lettura, che dura ormai da almeno un ventennio. È anche e soprattutto il consolidamento di un dialogo, di un rapporto, di un canale di comunicazione con chi legge, con chi “condivide” le mie vignette sui social network o chi le cerca sulla carta stampata. E so che non è mai un dialogo monodirezionale : tutto ciò che prende forma nel disegno nasce sempre da una riflessione condivisa, da una critica rimuginata, da un entusiasmo che non è soltanto mio.

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Capalbio @Mauro Biani

In base della tua esperienza, quali ti sembrano le reali paure che portano alla diffidenza verso i migranti ?
La non conoscenza. Prima di tutto quella delle persone. La difficoltà a specchiarsi nelle vite degli altri perché spesso nessuno conosce personalmente un migrante perché è sempre difficile il “lavoro” dell’empatia. Funziona molto la paura, perché vende e purtroppo divide i “poveri”, gli esclusi. Il “percepito” (che dipende tanto da media e politica strumentale). Poi c’è la realtà e i ghetti, che certamente non formano e non hanno mai formato una coscienza reale del tema. E questa è davvero una responsabilità politica e dei media. La guerra ai poveri piuttosto che alla povertà crea mostri (anch’essi poveri).

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Migranti canale umanitario @Mauro Biani

Ci racconti cosa stai preparando di nuovo ?
Oltre le quotidiane vignette per il Manifesto, e la vignetta settimanale per l’Espresso, sto preparando un libricino per bimbi, con la storia di Mar, una balenottera. Con il testo di Tommaso Di Francesco e 18 mie tavole. Una nuotata in mare aperto che uscirà ad aprile.
Ne riparleremo.

MAURO BIANI IN BREVE

Mauro Biani è vignettista, illustratore, scultore. È inoltre educatore professionale con ragazzi diversamente abili mentali, presso un centro specializzato. Disegnatore satirico de Il Manifesto, collabora con L’Espresso e con tante prestigiose testate internazionali. Nel 2007 ha ricevuto il premio “Satira Forte dei Marmi”. Ha inoltre vinto il concorso “Una vignetta per l’Europa” nel 2011, organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e nel 2012 a Sansepolcro (AR) ha ricevuto il “Premio Nazionale Nonviolenza”.

Libri :
Come una specie di sorriso. (Stampa Alternativa 2009). Mauro Biani che si misura con i temi più cari a Fabrizio De André per trasformarli in altrettante tavole.
Chi semina racconta. Sussidiario di resistenza sociale il meglio delle vignette, sculture e illustrazioni di Mauro Biani (Edizioni Altrinformazione 2012).
Satira migrante (Edizioni Altrinformazione 2015). Vignette per un racconto illustrato dei complessi problemi legati all’integrazione dei migranti in Italia, realizzato anche con gli strumenti del “data journalism”.

dimanche 18 février 2018, par Lucia Saetta