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La rivoluzione gentile delle Galline felici

A Parigi Roberto Li Calzi, fondatore delle Galline felici, non è potuto venire : era a Treviso per la premiazione del Cinefest, un festival che vuole “raccontare i modelli che funzionano”. Le Galline felici sono state gioiosamente rappresentate da Alejandra e Stéphane (Compagnia dei Cammini), talmente presi a far spremute di arance che poco sono riusciti a dire sulle fantastiche iniziative del consorzio. Torniamo quindi su quella che è stata una delle presenze più forti di Italia sostenibile.

“Coltiviamo rispettando la natura, vendiamo rispettando la gente”, “Creiamo occasioni di occupazione gioiosa rispettando la dignità del lavoro”, “Promuoviamo lo sviluppo armonico del territorio”, “Sosteniamo la crescita della concorrenza perché per noi concorrere significa correre insieme”. Questo il manifesto delle Galline felici, troneggiante sulla pagina iniziale del loro sito, www.gallinefelici.it.
Che c’entrano le galline con le arance ? C’entrano : nel 2007 Roberto Li Calzi, di ritorno da parecchi anni all’estero, molti in India, comincia con l’occuparsi della liberazione della galline infelici dai centri di allevamento intensivi : le recupera, le dà un quadro di vita dignitoso e dopo qualche settimana ritrovano un comportamento “normale”. Nascono le Galline felici che lavorano con le arance siciliane, quelle rosse, e anche varietà neglette dall’economia non solidale, come l’arancia vaniglia. Riuniscono una trentina di aziende agricole di produzione biologica nello spirito, poiché molte ora rifiutano la certificazione : “Oggi il biologico è un concetto abbastanza superato e la certificazione è sempre di più uno specchietto per le allodole : garantisce che non sono state usate sostanze chimiche, ma non tutela il lavoro e il rispetto di chi produce. Non a caso nel Sud del mondo la chiamano la ‘mafia del biologico’. Noi pensiamo a un approccio alla vita al mondo alla terra e alle coltivazioni ben diverso : ci siamo accorti che per la gente non conta tanto l’etichetta, quanto se ci metti la faccia”, spiega Roberto in un’intervista ad Oggi (14.02. 2014).
Nel 2009 nasce l’arcipelago Siqillyàh (antico nome arabo per la Sicilia), una rete di economia solidale che vuole valorizzare l’agricoltura e il turismo di qualità e che conta oggi più di 600 soci, sparsi in tutt’Italia e nel mondo, con moltissimi GAS (gruppi di acquisto solidali) anche nel centro-nord d’Italia. E’ Siqillyàh che lancia gli “sbarchi Gas”, con un chiaro riferimento agli sbarchi sulle coste siciliane, che sono giornate di festa con balli, danze, mostre e prodotti “veri”, una “piccola Woodstock dei GAS”, come fu definita nel 2009. Sono seguiti gli “sbarchi in piazza”, da cui è scaturita la rete “Ressud”, che riunisce soggetti dell’economia solidale del Sud.
Questa mania di far rete, è il fondamento della “filosofia” di Li Calzi : “Non ci interessano i singoli - non cerchiamo gli eroi, ci interessa la rete. Siamo un mosaico, tutti insieme formiamo un quadro, ognuno è fondamentale, ma preso da solo non ha molto significato. Noi stiamo cercando di ribaltare i paradigmi, dimostrare che con le proprie energie si può sostenere la concorrenza e guadagnarci tutti. Sono convinto che dalla Sicilia ripartirà tutto. Quello che per decenni è stata definita arretratezza sta diventando valore - ad esempio la scarsa cementificazione o la generosità delle persone. Anche il clima qui è perfetto. Stiamo lavorando per cambiare le cose e i risultati, quando ci si attiva, non tardano ad arrivare” (intervista video di Daniel Tarozzi, autore del libro #Io faccio così, Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia, Chiarelettere).
Ribaltare i paradigmi, senza violenza ma con piccoli gesti in controtendenza, è il primo passo verso la “rivoluzione gentile” delle Galline felici : accettare, anzi aiutare la concorrenza, “lavorare tutti insieme piuttosto che sprecare energie a farci la guerra” ; andare contro il paradigma che ci vuole “isolati, ognuno col suo carrellino della spesa e col suo desiderio dell’ultimo modello di I-phone o di SUV ; a partire, banalissimamente, da una cassetta d’arance, possiamo riscoprire che la vita è ben altro, che sentirsi parte veramente attiva in una comunità è molto più appagante”. Anche economicamente, l’unione fa la forza. Un esempio che a Roberto piace citare è quello della cooperativa L’Arcolaio, che realizza prodotti a base di mandorle con i detenuti del carcere di Siracusa. Quattro anni fa stava chiudendo per mancanza di ordini, ha mandato un’e-mail a tutti i referenti dei Gas invitandoli a fare ordini con pagamenti anticipati. In 15 giorni hanno raccolto 17 mila euro e la produzione è ripartita. Oggi il fatturato è aumentato del 30%, i detenuti dipendenti sono passati da 4 a 32 e hanno anche preso in gestione la cucina del carcere, portando avanti tra l’altro una politica di lotta allo spreco che ha visto la percentuale di cibo gettato scendere dal 75 al 25%.
I Gas non sono solo gruppi di acquisto, sono strumenti facilitatori di solidarietà, di un comportamento di vita in cui si spende meno e meglio. Si comincia dal volere delle arance buone, come è successo nelle Hautes Alpes e ad organizzarsi per fare “richieste gentili” (cioè ordini in “gallinaceo”) insieme. Piano piano, racconta Li Calzi a economiasolidale.net, “vicini di casa che per anni si sono rivolti a stento un saluto, che oggi hanno molto da dirsi, partendo da ‘quando arrivano le arance ?’, si arriva facilmente a ‘che facciamo per la palestra ? O per la nuova scuola ? E quella famiglia semi-isolata in montagna con le sue capre che fanno il nostro formaggio ? È un problema suo ? O è un problema nostro ?’ Ecc ecc ecc… Ma anche ‘ai nostri bambini a scuola vogliamo siano dati cibi giusti, locali quand’è possibile, ma anche le arance buone che mangiano a casa’. E quindi le mangiano i figli di quelli che non le acquistano. Ed in classe se ne parla…”.
Un modo di vita che si potrebbe definire slow, se non fosse che le Galline felici sono iperattive. “Un segreto delle cose ‘fantastiche’ che facciamo”, mi scrive Roberto citando il mio entusiasmo, “è che non appena una è appena appena discretamente avviata, il germe di un’altra è pronto a, sbocciare, ma anche prima… sai com’è l’andare verso l’orizzonte, no ? quello che hai dietro perde scintillio, senza per questo negargli l’importanza...”. Insomma sì le cose fatte va bene farle sapere ma le Galline felici sono già pronte a nuovi sbarchi e nuove avventure.
La prossima è legata al Cinefest : “stiamo riuscendo nell’intento di aggregare pezzi della scuola a cui non piace la riforma renziana e che intende svolgere il suo ruolo fino in fondo, ci prepariamo anche a lanciare il concorso nelle scuole, in autunno e, molto probabilmente, se ne avremo le forze economiche, a rilanciare il concorso per i videomaker a fine inverno”.
Poi un’altra, ancora più grossa ed utopica (ma frose neanche lui avrebbe immaginato che le Galline Felici diventassero un modello di economia così diffuso) : di fronte allo sfascio dell’Europa, sta riflettendo all’istituzione di un fondo di solidarietà, alimentato da una piccola percentuale dei fatturati delle aziende coinvolte nell’economia solidale e da altrettanto piccolo ricarico sui costi dei prodotti, quindi sostanzialmente dagli acquirenti, destinato a sostenere le aziende in crisi e a sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. “Il tutto, naturalmente, funziona solo se a versare le proprie piccole percentuali siamo davvero in molti ed avrebbe il vantaggio “educativo” di indurre i gasisti e le aziende a riflettere sulla necessità di uscire, ancora un poco di più, dall’individualismo che ancora, purtroppo ci attanaglia”, commenta. E chiosa : “Hai presente la caricatura di Razzi che fa Crozza ? Quella del “fatti i cazzi tua” che rappresenta un sacco di persone, magari anche in Parlamento ? Noi vorremmo rivolgerci a tutti gli altri che sono di più di quanto crediamo”. Grande !

PS : contrariamente alle nostre abitudini che sono quelle di usare fonti dirette, mi sono basata su interviste video e web, di cui Roberto Li Calzi è prodigo. Mi è sembrato che in questo clima di messa in comune di forze ed energie, fosse un inutile spreco di tempo richiedere a Roberto le stesse cose. Così in una lunghissima chiaccherata skype mi ha raccontato tantissime altre cose...

PER SAPERNE DI PIÙ :
Il consorzio - www.legallinefelici.it
Associazione Culturale Siqillyàh – www.siqillyah.it
Ressud – www.ressud.org
Lo faccio bene cinefest - www.lofacciobenecinefest.eu

CONTATTI IN FRANCIA

Parigi : Corto – Epicerie solidaire (per ora solo prodotti italiani, punti di acquisto 13e e 18 arr. di Parigi, Bagnolet, Yvelines, Provins) - www.corto.ouvaton.org
Gap AMAP Court Jus : http://courtjus.canalblog.com
Lille : Les givrés - https://givresdoranges.wordpress.com/
E anche (presto) :
Blois : Compagnia dei Cammini
www.compagniadeicammini.eu

mardi 4 août 2015, par Patrizia Molteni