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Le immagini delle donne - Le donne delle immagini

Couv Focus in 2

Marzo, il mese delle donne. Riuscirà il nostro “Berluscone” nazionale a resistere alla tentazione di non fare battutacce fuori posto per tutto un mese ? Non si direbbe a giudicare da come ha iniziato l’anno : prima, riferendosi ad alcuni casi di stupro ha dichiarato che l’invio di più militari nelle strade non garantirebbe la sicurezza delle donne italiane poiché “avremmo bisogno di tanti soldati quante sono le belle donne in Italia - e non ce la faremo mai” ; poi il commento da osteria su Carla con Sarkozy…
Forse per controbilanciare questo machismo da cabaret, abbiamo voluto dedicare questo primo piano alle donne. Non tanto alle loro conquiste personali, professionali e sociali, anche perché tra crisi, governo e Vaticano sembra che si stiano rimettendo in questione non poche di queste conquiste, segno che non sono mai state veramente digerite.
Né abbiamo voluto tessere un elogio alla bellezza, all’intelligenza, allo spirito di adattamento, alla creatività … a tale o tal’altra qualità che dimostra chiaramente la superiorità del sesso debole. Via mail arrivano decine di documenti (storie, barzellette, vignette, caricature…) molto divertenti – talvolta anche molto giusti – ma che in fin dei conti non fanno avanzare il dibattito.
No, abbiamo voluto centrare questo dossier sull’immagine : l’immagine delle donne e le donne delle immagini. Intanto, per noi che siamo all’estero, un cliché che ci perseguita : quello della mamma appiccicosa, dedita ai
figli e al marito, in apparenza succube e sottomessa, in realtà la vera padrona di casa. Ma è ancora così ? Siamo ancora tutte figlie di quella Nannarella che ancora oggi incarna nel mondo la mammà ? Abbiamo cercato di capirlo attraverso le nuove figure materne (o quasi) del cinema, come sempre in prima linea nella fabbricazione di immagini.
E poi il rovescio della medaglia, rappresentato dalle donne il cui lavoro è proprio quello di creare immagini : dalle due fotografe, Veronica Mecchia e Valentina Bonizzi, entrambe alle prese con l’idea del viaggio, alla scultrice di cemento leggero, Carla Milesi, passando per Silvia Malagugini che mette in luce un ruolo fondamentale della donna, quello della trasmissione della cultura popolare. Sono proprio i canti delle donne, ci spiega, che scandiscono i momenti più importanti della vita, dalle ninnenanne dell’infanzia ai lamenti funebri.
Donne che si sgolano, donne che si contorcono nella danza per sconfiggere il diavolo … e donne che si autodefiniscono “donna scrittore, cioè una bestia che parla”.
Una definizione di Anna Maria Ortese dalla quale prende spunto un bellissimo articolo di Elisabetta Rasy (scrittrice di grande talento) su alcune autrici del secolo scorso che invece di denunciare la condizione femminile hanno creato, attraverso le loro opere, un mondo in cui “la differenza sessuale deve dare luogo all’espansione di ogni altra differenza possibile”.

Si ringraziano Elisabetta Rasy, Veronica Mecchia, Valentina Bonizzi, Tiziana Jacoponi.

lundi 23 mars 2009, par Patrizia Molteni