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Leggittimo impedimento : il sì del Senato

Dopo i due voti di fiducia del Senato, il ddl sul legittimo impedimento è legge. Il provvedimento era stato approvato dalla Camera il 3 febbraio scorso, nonostante gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati da PD e Idv e l’astensione dell’Udc.

Il testo votato dalla maggioranza stabilisce che il premier e i ministri possono ottenere il rinvio dell’udienza dei processi che li vedono imputati e che ogni rinvio può estendersi sino a 6 mesi (per un totale di 18 mesi). Al fine di ottenere tale rinvio, la presidenza del Consiglio deve attestare l’esistenza di un “legittimo impedimento” a comparire in aula derivante dal “concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti”.
Il disegno di legge elenca in dettaglio le norme che regolano le attività del premier e dei suoi ministri che potranno essere considerate come legittimo impedimento, aggiungendo però che anche le attività “coessenziali” alle funzioni di governo potranno essere invocate per ottenere un rinvio delle udienze.
La maggioranza ha presentato il provvedimento come una legge ponte (che resterà in vigore 18 mesi) destinata a risolvere le tensioni tra il premier e la magistratura in attesa che il Parlamento approvi una legge costituzionale sull’immunità. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha dichiarato che il legittimo impedimento altro non è che “il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare”.
Per l’opposizione di centrosinistra si tratta non solo dell’ennesima legge ad personam, che dopo il via libera del Senato permetterà di bloccare per 18 mesi i processi Mills e Mediaset che vedono imputato il Premier, ma di un provvedimento incostituzionale in palese contrasto con la sentenza della Consulta che aveva bocciato il Lodo Alfano stabilendo che la materia delle prerogative del presidente del Consiglio deve essere regolata con una legge costituzionale.
Già il 25 febbraio è caduto in prescrizione il processo contro David Mills (il professionista britannico che aveva creato il sistema di società off-shore utilizzato dal Gruppo Finivest di Berlusconi). La cosa ha provocato tra l’altro un’ondata di 150.000 firme contro la Rai e il TG1, che aveva dato Mills per “assolto”. Il premier ha subito commentato : “Il male terribile dell’Italia, la vera patologia è la politicizzazione della magistratura, cioè l’uso politico della giustizia. C’è una grande maggioranza di giudici tuttavia che non appartiene a questa banda di talebani”, sollevando le proteste dei giudici su questa continua delegittimazione del loro operato. Sta di fatto che il professionista britannico può ormai dormire su quattro cuscini, non è così per Silvio Berlusconi che dovrà aspettare, salvo leggi speciali, fino al marzo-aprile del 2011. Grazie al lodo Alfano, infatti, il processo è stato congelato per un anno (che non conta quindi nel periodo di prescrizione) cui vanno ad aggiungersi i 45 giorni di “tempi morti” normalmente previsti. Il legittimo impedimento permette quindi al Premier di bloccare di nuovo la procedura fino a quando non riuscirà a far passare l’immunità.
Stessa configurazione per il processo Mediaset. Ad inizio marzo, il Presidente del Consiglio non si è presentato alla convocazione in tribunale perché doveva essere presente ad un Consiglio dei Ministri. Non è la prima volta che questo succede e l’udienza era stata decisa tenendo conto degli impegni dell’uomo di stato, ma quel Consiglio era stato fissato a posteriori, cioè quando Berlusconi era già a conoscenza della data del processo. Insomma anche per questo caso si andrà di rinvio in rinvio, fino a quando la persona di Silvio Berlusconi sarà dichiarata immune a vita ed omnipotente. Amen.

samedi 3 avril 2010