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Mamma li turchi !

Catastrofi naturali, terremoti, tsunami, guerre, massacri, faide … grandi minacce che vengono ad aggiungersi alla più grande ed inevitabile paura dell’uomo : la morte. Paure razionali, come la morte (da cui la paura di prendere un aereo di cui ci parla Fortunato Tramuta) o legittime - come la paura di un futuro precario ed incerto come ci mostra il servizio sui giovani cervelli in fuga a cura di Matteo Pellegrinuzzi -, cui la gente trova rimedio attraverso la religione, la psicanalisi o quant’altro. Ma - e questo è in gran parte il “focus” di questo numero - ci sono anche paure irrazionali, addirittura create di sana pianta da politica e media : la fine del mondo nel 2012, gli immigrati rissosi e sanguinari che ci descrivono i giornali e TV (vedere, oltre l’articolo “Immagini reali e immagini distorte del migrante”, anche le recensioni de Le Massacre des Italiens di G. Noiriel e di Negri, froci, giudei & co. di Gian Antonio Stella) ; la paura dell’invisibile, dei microbi che pensavamo debellati da decenni, nell’analisi di Franco Lombardi o persino paura della nostra ombra, alias la nostra identità, quando, come scrive Ruggero De Pas, migliaia di francesi non riescono a rinnovare la loro carta di identità. E senza questo pezzo di carta non sono più nessuno, privati anche dell’ombra di cui magari avevano paura.
Paure e fobie si possono curare ci rassicura Cinzia Crosali nel suo articolo “Chi ha paura dell’uomo nero ?” che, conclude : la vita “è un’avventura non esente da un pizzico di paura, ma […], senza questo piccolo e occasionale batticuore, la nostra avventura umana sarebbe altamente insipida e noiosa”.
Questo spiega in parte il successo della letteratura gialla, dei thriller, delle serie TV poliziesche, del noir e dell’interesse quasi morboso che provano milioni di telespettatori ai grandi misteri della cronaca, dall’omicidio di Garlasco alla strage di Erba, all’assassinio della giovane Meredith a Perugia. A che pro aggiungere paure a quelle più che reali della vita quotidiana anche nel tempo libero ? Per quel pizzico di batticuore che ci fa aumentare l’adrenalina, come dice la dottoressa Crosali ? Perché in una società fatta di crimini impuniti e misteri irrisolti si avverte sempre di più il bisogno di scavare nella verità ? O forse anche per esorcizzare o guarire le nostre paure inconsce con dosi omeopatiche di delitti in cui si sa per certo che il sangue è ketchup e che il colpevole verrà punito ? E comunque con gesti e crimini che sono lontani da noi, rinchiusi in una scatola che possiamo spegnere in qualsiasi momento.
La cosa più terrificante però è quando le paure sono create ad hoc. Tanto per restare nel poliziesco viene spontaneo chiedersi : a chi giova il crimine ? A chi sulla paura ci vive, economicamente (cf l’articolo di Luisa Pace “Paura, quanto ci costi ?!”), politicamente o anche solo per l’immagine, come il nuovo mito del Super-Guido (Bertolaso) che risolve ogni problema, dovunque esso sia, che ormai fa coppia con il Silverman di Arcore.
All’alba del terzo millennio abbiamo le conoscenze e gli strumenti per prevedere le catastrofi, per curare (quasi) tutte le malattie, per gestire situazioni di “emergenza” come quelle di Napoli e di Rosarno che di “emergente” hanno solo il fatto che lo scandalo delle discariche abusive o delle condizioni di vita degli immigrati sono finite al telegiornale, e quindi finalmente esistono (anzi, hanno anche l’ombra). Forse sarebbe il caso di concentrare le forze sulla prevenzione e l’educazione civica, sulla giustizia sociale e la tolleranza, piuttosto che spendere miliardi a difendersi da tutte queste paure.

Dossier a cura di Patrizia Molteni, Cinzia Crosali, Ruggero De Pas, Franco Lombardi, Matteo Pellegrinuzzi, Fortunato Tramuta.

mardi 6 avril 2010, par Patrizia Molteni