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Raccontare l’Italia


Per una volta abbiamo deciso parlare di cose positive, basta con le discariche, le opere incompiute, gli intrighi di palazzo, sarà l’estate, ma abbiamo voluto dedicare questo numero al patrimonio paesaggistico e umano dell’Italia.
Apre Francesco Forlani, primo tra gli scrittori cui abbiamo chiesto di raccontarci la “loro” Italia. “Per sapere le città devi abitarle da dentro”, scrive nei suoi appunti per un “romanzo che non scriverà” e già questo “sapere” al posto del più usuale “conoscere” ci dà il tono di questo primo piano : sapere è sapore, il contrario di insipido, per sapere bisogna gustare. E chi meglio degli scrittori - abituati a verbalizzare le proprie impressioni – poteva raccontarci un’altra Italia ? Quella immaginata nella preparazione di un romanzo e interpretata a passeggio con gli amici (Francesco Forlani), quella “idealizzata” di una scrittrice ormai considerata francese (Simonetta Greggio) o quella indignata di un autore che vive tra Parigi e Venezia, “la città più bella del mondo” (Roberto Ferrucci). Abbiamo chiesto anche - Focus in oblige – a scrittori che guardano all’Italia vivendo all’estero : Giacomo Sartori con il suo esilarante “La mia patria fuggitiva” ci restituisce la frustrazione dell’expat e quell’identificazione, anche involontaria, con una “patria” che è la nostra ; Marino Magliani da un’Olanda sempre mutevole cerca di “immortalare” il paesaggio terreno e immutabile della Liguria, dove le talpe vivono sotto terra e gli uomini ci muoiono ; Andrea Inglese nasconde molto profondamente, nella sua descrizione impietosa di Milano, un infimo attaccamento ad una città che avrebbe potuto essere normale.
In questo dossier stranamente positivo abbiamo voluto parlare anche delle iniziative lodevoli, quelle che cercano di salvare il patrimonio naturale, artistico e culturale (il Fondo Ambiente Italiano) o quelle che incoraggiano un turismo sostenibile e solidale (la tendenza “slow green” o il Forum del turismo della sostenibilità).
Questo “primo piano” non vuole essere un itinerario di luoghi da visitare quest’estate, anzi. Vuole far riflettere su cosa costituisce un paesaggio : La memoria ? I luoghi dell’infanzia ? I posti sognati o ricostruiti dall’immaginazione ? Quelli visti da vicino o da lontano ? La natura o la città ? E l’uomo in tutto questo ? L’uomo, appunto, cosa può fare per conservare e difendere la natura, umanità compresa ? Sarà sicuramente un contributo infimo, ma già cominciare ad elencare le buone pratiche, e sono tante, è già una forma di rispetto.

mardi 17 juin 2014, par Patrizia Molteni