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Roberto Ferrucci

Venise est lagune Venezia è laguna

In una breve prosa autobiografica, Roberto Ferrucci ricorda di aver incrociato, su uno dei ponti veneziani, Italo Calvino, l’amato autore di opere memorabili, l’amato autore delle Città invisibili, libro che magnifica la città di Venezia. Il giovane Ferrucci vorrebbe interpellarlo, ma si emoziona, esita, perde l’attimo e, quando si decide a compiere il passo, è troppo tardi : Calvino è scomparso.
Roberto Ferrucci a Venezia c’è nato e continua a viverci, pur se con periodi di intervallo sempre più lunghi e frequenti trascorsi a Parigi e Saint-Nazaire, ospite della Maison des écrivains étrangers et des traducteurs. A Venezia, ha la vecchia abitudine di andare a scrivere seduto al tavolino del bar in riva dei Sette Martiri, davanti al “panorama più bello del mondo”. Ma, da qualche anno, mastodontiche navi da crociera si frappongono fra il suo sguardo e il panorama, lo oscurano, lo cancellano.
Come aveva già fatto in Sentiments subversifs - Sentimenti sovversivi, in Venise est lagune Ferrucci torna a denunciare lo scandalo della presenza di queste città galleggianti nella laguna di Venezia, i danni irreparabili che lo spostamento di tonnellate d’acqua arreca alle fondamenta della città.
Il problema non è più solo estetico. Ammesso che questi paquebot, che in moltissimi continuiamo a trovare brutti, orridi, debbano esistere, essi sono stati concepiti per navigare in mare aperto, non certo nelle lagune, tantomeno in quella di Venezia, dalla bellezza così fulgida, ma dall’equilibrio così delicato.
Sembra impossibile che sfugga ai responsabili della città, sindaco in testa, la differenza fra mare e laguna. Ma, in realtà, a loro la differenza non sfugge, solo che hanno gli occhi bendati dai soldoni che incassano autorizzando il passaggio e la sosta delle navi da crociera.
E, poi, chi meglio di Roberto Ferrucci li conosce, questi paquebot ? Lui che, durante una permanenza a Saint-Nazaire, ne ha visto nascere uno, paradossalmente battezzato Poesia, lui che ne ha visitato l’interno, lui che è penetrato nelle viscere del mostro. Ma Roberto, oggi, non lo chiamerebbe mai mostro, non si azzarderebbe a giocare con l’etimologia, non dopo avere conosciuto la gente di Saint-Nazaire, il loro attaccamento al lavoro ben fatto, onesto, l’orgoglio di tutta una città ogni volta che un paquebot viene varato e che un altro ordine arriva.
Come già in Cosa cambia e in Sentiments subvervifs - Sentimenti sovversivi, in Venise est lagune - Venezia è laguna Roberto Ferrucci fonde tre modi espressivi diversi : il diario, il pamphlet e il racconto. Lo fa con la naturalezza che solo una grande padronanza stilistica consente.
Le pagine in cui Roberto si descrive dietro al vetro della sua finestra, al decimo piano della Meet e che si affaccia sul porto-cantiere della città di Saint-Nazaire, intento a decifrare il molo, le case sullo sfondo, e la presenza del paquebot, vicinissima eppure remota, difficilissima da mettere a fuoco, sono, per me, le più belle del libro.
Penso che sarebbero piaciute anche a Calvino.
Penso che a Italo Calvino avrebbe fatto piacere conoscere Roberto Ferrucci.

Venise est lagune
Trad. Jérôme Nicolas La contre allée, 2016, - € 8,50
Venezia è laguna Feltrinelli (ebook), collana Zoom - € 0,99

Dello stesso autore
Cosa cambia, Marsilio, 2007
Ça change quoi Seuil, 2010
Sentiments subversifs/Sentimenti sovversivi
ed. bilingueMeet ed. - 2010
Tutte le traduzioni sono di Jérôme Nicolas

vendredi 17 juin 2016, par Fortunato Tramuta