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Interviste ai candidati

Sara Prestianni, Sinistra e Libertà

Le motivazioni: la difesa dei diritti dei migranti

In quanto candidata nella circoscrizione Europa, i principali punti della mia campagna sono centrati sulla difesa dei diritti degli italiani all’estero. Diritti della "nuova generazione" di emigrati dall’Italia, quelle migliaia di giovani della mia generazione che hanno lasciato l’Italia per cercare un’alternativa alla precarietà, alla mancanza di uno stato sociale. Per questo propongo e sostengo il voto degli Erasmus all’estero, l’istituzione di un nuovo registro degli Italiani residenti temporaneamente all’estero, che permetta di usufruire di agevolazioni paragonabili a quelle degli iscritti AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) in materia amministrativa ed elettorale e questo non solo per gli studenti ma anche per le altre categorie (ricercatori, precari, stagisti, ecc).
Ma credo sia fondamentale difendere i diritti anche di quegli italiani appartenenti ad una più vecchia generazione, battendosi contro la chiusura indiscriminata dei consolati, specialmente nei luoghi con forte concentrazione dell’emigrazione italiana. Nell’ambito della riforma dell’attuale legge elettorale italiana, mi batterò affinché vengano anche modificate le disposizioni relative alla Circoscrizione Estero e venga abolito il voto postale, che non garantisce un voto personale, uguale, libero e segreto come prescritto dalla Costituzione.
La mia candidatura è nata dalla volontà di contribuire attraverso la mia esperienza di "cittadina europea" impegnata nella difesa dei diritti umani in generale e dei migranti più in particolare, ad avere una nuova politica, più etica e civile. Motivo per cui uno dei punti forti della mia campagna è anche quello legato alle politiche d’immigrazione italiane. Per troppi anni la logica della sicurezza ha regnato, dando un’immagine distorta del fenomeno migratorio in Italia e permettendo la violazione flagrante di diritti fondamentali, a cui contrappongo una politica dell’immigrazione basata sull’immigrato come risorsa del nostro paese e non come minaccia, proponendo una legge sulla cittadinanza a più ampio respiro e la totale revisione del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, in primis l’abolizione della legge Bossi-Fini. Esperienze internazionali hanno dimostrato che non è con la criminalizzazione che si sviluppa uno stato di diritto, quale l’Italia dovrebbe essere, ma con politiche lungimiranti volte ad accettare la trasformazione della società e l’integrazione degli stranieri.

La rappresentanza degli italiani all’estero

La mia campagna è centrata sui diritti degli italiani all’estero, per una politica che tenga conto di un cambio di società che prevede anche la mobilità in tutte le sue forme. Le mie proposte, rivolte alle diverse generazioni di italiani in Europa, vanno dalla creazione di un nuovo registro degli Italiani residenti temporaneamente all’estero, al voto degli Erasmus, dal rilancio della diffusione, della promozione, dell’insegnamento della lingua e cultura italiana, alla riforma delle disposizioni di voto all’estero nell’ambito di una riforma dell’attuale legge elettorale. Propongo che la prima casa posseduta in Italia, per gli italiani all’estero, venga considerata tale ai fini della tassazione, alle stesse condizioni dei residenti in Italia, contro l’attuale discrezionalità lasciata ai comuni.
La chiusura indiscriminata di consolati e altre strutture italiane all’estero è sbagliata, soprattutto in zone di forte concentrazione della migrazione italiana. In Francia, ne è un esempio il consolato di Lille, la cui chiusura ha significato una rottura con la generazione dell’emigrazione che popola il bacino delle miniere.
Inoltre queste strutture devono essere più funzionali di quello che sono ora, più informatizzate. Una proposta realista è quella di aprire agenzie e sportelli al posto dei consolati chiusi.

La riforma di Comites e CGIE ?

Ritengo urgente riformare completamente il sistema dei Comites (Comitati degli Italiani residenti all’estero) e del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’estero) che si sono rivelati esempi di strutture burocratiche inefficienti, non rappresentative, opache e clientelari. Propongo che questi organismi siano rifondati su basi democratiche (voto personale e segreto) e funzionino in modo trasparente e responsabile, al fine di essere maggiormente rappresentativi e quindi più autorevoli ed efficaci nel rappresentare le istanze degli Italiani all’estero.

Gli italiani all’estero e le Istituzioni

Sostengo il rilancio della diffusione, della promozione, dell’insegnamento della lingua e cultura italiana attraverso tutti i mezzi possibili, rendendo ad esempio visibili all’estero, senza oscuramento, i canali Rai e la relativa programmazione via internet. È necessario potenziare i fondi, anche attraverso canali di finanziamenti europei, per la promozione della nostra lingua e cultura. Le risorse economiche dovranno essere ridistribuite a quelle associazioni ed enti che dimostrano maggiore capacità di azione, evitando così che ad occuparsene siano solo gli istituti di cultura italiana, realtà che non devono mai trasformarsi in strutture solo di rappresentanza e quindi inefficienti.
Il fatto che degli Istituti Italiani siano costretti a fare eventi a pagamento come è successo in varie occasioni ultimamente, è un segno allarmante a cui bisogna rispondere con decisione. E’ una questione anche economica: maggiore è l’investimento e l’operato sia degli istituti che della rete dell’associazionismo, maggiore sarà la possibilità per le imprese di trovare terreno fertile all’estero tanto più quando parliamo del “Made” più attraente del mondo: il Made In Italy. L’Italia infatti deve puntare sulle esportazioni, il ruolo degli istituti e delle associazioni di promozione va tutelato in quanto strategico.
Anche le Camere di commercio, soprattutto nel caso francese, si dovrebbe promuovere un cambio di strategia, allargando la promozione non solo alle grandi imprese nel mercato europeo, ma anche alle piccole e medie imprese, che caratterizzano il nostro territorio, con un’attenzione particolare a quelle che si contraddistinguono per politiche di sostenibilità economica ed ecologica. Oltre alla presentazione delle imprese italiane sul mercato europeo, la camera di commercio dovrebbe sostenere maggiormente la promozione delle imprese italiane in Francia, moltiplicando eventi in collaborazione con queste realtà.

Associazioni: un ruolo chiave

Penso che il miglior modo per riconoscere il ruolo chiave delle associazioni italiane sia da un lato lo sviluppo di portali in cui si presentano le varie iniziative, e momenti d’incontro, come il Forum delle associazioni e le "semaines italiennes", dall’altro un vero riconoscimento alle associazioni non solo da parte delle istituzioni italiane, ma anche da quelle del paese che li ospita. Se gli Istituti si fanno promotori della Cultura Italiana le associazioni sono le promotrici della “Cultura dell’italianità” in tutte le sue variegate sfaccettature e per tanto straordinario megafono degli usi e costumi del nostro Paese. Le associazioni devono, quindi, godere di più mezzi, più visibilità, devono poter potenziare il loro impatto attraverso investimenti nella comunicazione. Ripeto: basterebbe intercettare fondi europei.

Giovani e meno giovani: lavoro e ricerca

Considero le riforme nell’ambito del lavoro e della ricerca in Italia fondamentali per arginare quella che è stata definita una vera e propria "fuga di cervelli". Riforme che permettano il potenziamento degli investimenti su ricerca ed università adeguandoli alla media europea, valorizzino il merito attraverso strumenti pubblici e trasparenti di verifica della qualità dell’insegnamento e della ricerca .
Nell’ambito del lavoro, invece, bisognerebbe introdurre un reddito minimo garantito, "buona pratica" da importare dall’esperienza francese, ma anche una riduzione della tassazione sui contratti a tempo indeterminato e una diminuzione delle tipologie contrattuali, eliminando quelle sempre più diffuse che prevedono l’abolizione di ogni tipo di diritto del lavoro. Un’altra buona pratica da esportare dalla Francia è quella dell’obbligo di retribuzione per gli stage.
Credo che SEL attraverso il laboratorio pugliese, abbia maturato un’esperienza su proposte innovative di ricerca e lavoro particolarmente ricca. Basti pensare a "Bollenti spiriti", un progetto di sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, che permette di finanziare progetti negli ambiti della tutela e valorizzazione del territorio, innovazione ed economia della conoscenza, inclusione sociale e cittadinanza attiva.

Dopo il voto, quale maggioranza ci potrà essere? Il SEL si presenta con il
PD ma non vuole alleanze con Monti per esempio.

Dopo il voto la maggioranza è da cercarsi nell’alleanza con le altre forze di sinistra presenti in parlamento. SEL è sempre stato chiaro nella sua scelta di non portare avanti un’allenza con Monti, le cui proposte, che riflettono il mandato effettuato durante il governo tecnico, si differenziano profondamente, soprattutto nell’ambito dell’economia, da quelle proposte dal nostro partito. Le ultime dichiarazioni di Bersani, che ha chiarito come non abbandonerà mai l’allenza con Sel a favore di Monti, credo che mettano fine a ogni discussione.

SARA PRESTIANNI
Laureata in Scienze Politiche all’Università di Bologna, Sara Prestianni ha 33 anni e da sempre si occupa di temi legati all’immigrazione e ai diritti umani. Dopo un Master in Mediazione Intermediterranea, dal 2005 vive tra Francia, Spagna e Italia. Ha coordinato per sei anni la rete internazionale Migreurop che federa le associazioni di quattordici Paesi in Europa e Africa, continente dove ha vissuto nel corso del 2012, operando in Senegal e Mali.
8 Collabora con il Parlamento Europeo e con diverse testate giornalistiche.
Fotografa di talento, usa l’immagine per denunciare attraverso volti e sguardi le violazioni dei diritti umani, pubblicando ed esponendo a livello internazionale (www.flickr.com/photos/saraprestianni).
E’ autrice del libro Je me suis refugié là! Bords de Route en Exil, un’inchiesta sulle perifierie romane, greche e francesi.

Il sito di Sinistra, Ecologia e Libertà: www.francia.sinistraecologialiberta.eu

martedì 5 febbraio 2013, di Patrizia Molteni