FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Politica > Scrittori al bando in Italia

Scrittori al bando in Italia

L’appello di Roberto Ferrucci

È strano girare per le librerie parigine, vedere i miei libri esposti sugli scaffali, e pensare che forse, fra poco, in chissà quante librerie della mia regione, il Veneto, saranno introvabili. Assenti, e non perché esauriti. No, espulsi per autocensura, o autopaura. Quella che ormai attanaglia le menti di tanti italiani. Che fra il coraggio e il quieto vivere, scelgono il secondo. Dopo le biblioteche, in un effetto domino della paura, potrebbe toccare alle librerie. Accadrà anche questo, come conseguenza alla decisione di un assessore provinciale di Venezia, l’ex fascista Raffaele Speranzon, di “invitare” le biblioteche della provincia a escludere dal prestito i libri di tutti gli autori che avevano firmato, nel 2004, un appello a favore di Cesare Battisti. Ha poi fatto marcia indietro, dicendo che si era trattato di una provocazione. Ma la sua omologa all’istruzione in Regione Veneto, Elena Donazzan, ex fascista pure lei, ha ripreso l’iniziativa e l’ha allargata a tutte le scuole venete. Via i libri degli scrittori scomodi. Giustamente più d’uno, in questi giorni, mi chiedeva quali libri e perché. Non si tratta di titoli, bensì delle bibliografie complete di tutti gli autori firmatari di quell’appello. Una decisione degna dei regimi totalitari, avvallata con entusiasmo dal presidente della regione, il leghista Luca Zaia. E una decisione, poi, che ha spinto alcuni bibliotecari a fare outing e a confessare che da mesi, ormai, molti sindaci della Lega Nord li hanno costretti a togliere dagli scaffali altri autori scomodi, primo fra tutti Roberto Saviano, colpevole di avere detto e scritto che la Lega Nord, specialmente in Lombardia, ha legami forti con la ‘ndrangheta. Questo è capitato, per esempio, ai lettori della biblioteca di Preganziol, in provincia di Treviso. Gomorra presente in catalogo, e ovviamente in più copie, ma indisponibile al prestito. Sparito. Forse bruciato dallo stesso sindaco leghista che ne ha chiesto la rimozione ? Quello che comunque non sorprende più, in Italia, è l’indifferenza che consegue puntuale a tutte le bestialità che la classe politica italiana ci propina. Se più d’uno, qui in Francia, può legittimamente immaginarsi una sollevazione da parte dei lettori, le biblioteche invase simbolicamente da migliaia di utenti indignati e in collera, se lo tolga dalla testa. Come per tutto, ormai, nel mio paese, la catatonia regna sovrana. Da una parte un disinteresse cronico per tutto ciò che è cultura, dall’altra l’assuefazione a una politica che fa dei divieti e della volgarità il suo biglietto da visita. C’è, sì, la solita indignazione virtuale, quella dei blog e dei social network che però, nel paese più arretrato anche dal punto di vista della rete, non lascia ahimè alcun segno nel quotidiano, nel reale. Così, la stessa indifferenza che riguarda i rapporti fra il governo e la mafia, il governo e il sesso, anche l’attacco alla cultura sembra non preoccupare nessuno. E il potere ormai sa che può spingersi sempre un po’ più in là. Sempre più oltre. Impunito. In Francia, il caso editoriale di queste settimane, è il libro di Stéphane Hessel, Indignez vous. Mi domando che ne sarebbe di un libro del genere, nella indifferente e rimbambita Italia.
Il mio paese, l’Italia, è un paese perduto. E la mia regione, il Veneto, è diventato la palestra delle estremizzazioni. Da tempo in mano alla Lega, il Veneto risponde sempre con indifferente adesione a ogni atto istituzionale apparentemente spericolato e inaccettabile. La mia regione è già diventata l’avamposto del dopo Berlusconi. Un dopo che sarà se possibile peggiore del prima, in mano a politici che fanno dell’ignoranza un valore, che utilizzano il termine intellettuale come un insulto e che, senza scrupoli, non ci pensano due volte a insultare o a mettere al bando. È un virus che potrebbe propagarsi per l’Europa. Un virus che non teme confini e dovrebbe allora essere la stessa Unione Europea a occuparsene. Può esistere in uno dei paesi fondatori della Ue la messa al bando degli scrittori, il rogo mica tanto ideale di tutti i loro libri ? Può essere tollerato con indifferenza un atto così autoritario e anti democratico ? Mi conforta la partecipazione e l’indignazione enorme manifestata a questa notizia da tanti francesi. Soprattutto lettori. Chissà che d’oltralpe ci colpisca, contromano, il virus dell’indignazione e della collera.

Dal blog di Roberto Ferrucci
Leggere anche "Au secours ! En Italie les livres sont attaqué dans l’indifférence générale" sur L’Humanité

dimanche 13 février 2011