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Sguardi al femminile

Se le donne sono da sempre ispiratrici, oggetti, soggetti dell’immagine e dell’immaginario degli altri, in letteratura, nell’arte, nel cinema e nella fotografia, ancora in minoranza sono le donne che fanno immagine. Si deve parlare anche per loro di “un fotografo-donna, una bestia che guarda” ? Abbiamo chiesto alle due fotografe che presentiamo in questo primo piano, giovani e, a modo loro e per motivi diversi, migranti, se il fatto di essere donna influisca sullo sguardo che portano sul mondo che fotograno. La risposta è no anche se esiste, forse, “un filo sottile che unisce le esperienze delle donne, aldilà della loro individualità”, dice Veronica Mecchia. “Penso al tema del nudo femminile e a come è stato interpretato : gli uomini ne hanno privilegiato l’aspetto estetico, perché il loro sarà sempre uno sguardo vagamente condizionato dall’erotismo, mentre una donna vede e rivela altri segreti. Personalmente, quando ho affrontato questo soggetto, sono stata spinta dalla volontà di capire e interpretare la femminilità. L’ho fatto ritraendo un’altra donna, fotografando alcuni nudi scultorei, ma soprattutto usando il mio corpo, ovvero attraverso il mio proprio vissuto, ma sempre con il desiderio di esprimere un messaggio universale” (una di queste foto è riprodotta a pagina 49).
Proprio perché abbiamo voluto focalizzare l’attenzione non tanto sul “genere” fotografo-donna ma sul lavoro d’immagine che queste due giovanissime fotografe portano avanti, abbiamo scelto un altro filo conduttore, che è quello del viaggio. Il viaggio di Veronica Mecchia, da Milano alla Sicilia, visto attraverso i finestrini di treni più o meno scalcagnati, rappresenta un doppio spaesamento e una doppia perdita : quella di un mondo che va scomparendo e che, da quando abita all’estero, è anche geograficamente distante. Valentina Bonizzi invece ritrae attraverso un gioco di sguardi, di oggetti e di luoghi il viaggio di donne approdate in Scozia principalmente in cerca di lavoro. Due modi molto diversi di scrutare la realtà ma che ci sono sembrati ugualmente acuti, intelligenti e sensibili.

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samedi 21 mars 2009, par Patrizia Molteni