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Speciale Politiche 2013

Lo dice bene il Ministro Terzi nella sua lettera ai connazionali all’estero, l’esercizio del voto all’estero permette di dare impulso, anche da fuori, alla democrazia e di arricchire con le nostre esperienze internazionali il dibattito politico.
Votare quindi, ma anche votare “bene”, non solo nelle scelte di partito (peraltro importanti), ma nel fare in modo che il nostro voto non venga annullato per un’incomprensione delle istruzioni per il voto (“Vademecum del voto all’estero”) – succede anche in Italia, a maggior ragione all’estero dove i cittadini sono spesso abituati a votare in tutt’altro modo.
Poi siccome il panorama politico italiano è cambiato non di poco, abbiamo voluto fare una carrellata dei partiti e delle alleanze in corsa per questa tornata elettorale (“Camera e Senato con vista” di Massimo Di Monte) e commentare sulla frase fatta che va per la maggiore in Italia: “non ci sono più la destra e la sinistra”, che sta a significare lo smarrimento degli elettori di fronte ai nuovi partiti (magari con facce vecchie) e alle nuove alleanze.
Purtroppo, le elezioni anticipate non hanno permesso di fare la riforma elettorale che Monti aveva promesso e si voterà ancora per questa volta con il “porcellum”, la legge definita dal suo stesso ideatore, Roberto Calderoli, una “porcata”. Perché una “porcata”? Troppo lungo elencare qui tutte le “porcate” della legge Calderoli, basti citare due punti: il primo è che non si possono esprimere preferenze per cui si vota una lista “bloccata”, scelta dal partito; il secondo è il premio di maggioranza che fa sì che il numero dei seggi non sia proporzionale al numero dei voti, ma viene attribuito alla coalizione che ha più voti, alla Camera (da qui la necessità di alleanze che non sono sempre stabili, né particolarmente coerenti) e su base regionale al Senato. Questi due punti da soli bastano per creare una situazione di ingovernabilità pur avendo la maggioranza.
Gli italiani all’estero sono più fortunati perché possono esprimere delle preferenze per dei candidati della loro circoscrizione. Futuri deputati e senatori che andranno a sedere al Parlamento e discuteranno delle misure e delle riforme necessarie per risollevare l’Italia dalla situazione in cui gli ultimi anni di governo l’hanno messa, ma soprattutto a difendere i diritti degli italiani all’estero. Abbiamo quindi intervistato un deputato uscente, Franco Narducci (PD), per capire cosa e quanto possono fare e hanno fatto una volta eletti, il segretario generale del CGIE, Elio Carrozza, e due candidate giovani e donne, Sara Prestianni (SEL) e Caterina Avanza (Rivoluzione civile) perché con i giovani in mobilità e con le donne la politica italiana dovrà fare i conti. Abbiamo cercato di toccare i temi che più stanno a cuore agli italiani all’estero: la cittadinanza europea, i giovani, appunto, il lavoro e la ricerca, l’IMU, l’imposta sulla casa che si è abbattuta come un machete anche sugli italiani all’estero, la chiusura dei Consolati, le istituzioni – spesso criticate – che operano all’estero (Istituti di Cultura, Camere di Commercio, ICE, Enit), il ruolo delle associazioni, la necessaria riforma degli organi di rappresentanza (Comites – Comitato Italiani all’estero – e CGIE – Consiglio generale degli italiani all’estero) che dovrebbero – nelle condizioni giuste – essere l’anello di congiunzione tra i parlamentari e i cittadini. Per quanto utile, un deputato ha come zona di competenza un continente (l’Europa, l’America …) con distanze enormi rispetto a chi in Italia ha “solo” una regione.
Le elezioni anticipate hanno anche impedito di andare fino in fondo della campagna di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” sulla legalità e la trasparenza del voto: all’estero ci sono già stati “brogli” e le condizioni di voto e di scrutinio sono perfettibili in questo senso. Abbiamo voluto lo stesso lanciare questa campagna e fare appello così al senso civico di elettori e candidati (“Legalità e trasparenza del voto all’estero” di Maria Chiara Prodi), convinti che questa battaglia, come la riforma della legge elettorale, debbano essere le priorità del futuro governo.

Dossier a cura di Maria Chiara Prodi, Massimo Di Monte, Patrizia Molteni.
Si ringraziano le candidate e i candidati che hanno risposto alle nostre domande e il Console generale, Min. Andrea Cavallari, per il suo prezioso aiuto sulle modalità di voto.

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martedì 5 febbraio 2013, di Patrizia Molteni