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Strano ma Vero - 004

Quarta puntata su Focus In della saga fanta-enigmistica dei coniugi Sbigotti, artisti disadattati in un Paese un po’ caotico. Come sapranno i lettori che ci hanno fin qui seguito, l’unico conforto nella complicata esistenza dei nostri eroi pare sia la lettura de La Settimana Enigmatica, ultima rivista cartacea di controinformazione italica del prossimo futuro (immaginiamo d’essere intorno alla metà del XXI secolo D.C. o, per i più nostalgici, dell’era post D.C.).

Dodici ottobre 2047. Arturo e Adelina Sbigotti, ex commedianti inattuali e confessi, privi d’identità Google e assenti da ogni social network, fuggono dall’Opera Pia di Casal Taleggio (competente per il recupero dei dissidenti informatici), dove erano sottoposti, in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio, a un corso di web-terapia e a sedute di blog-shock. Stremati, dopo una lunga marcia sui sentieri più impervi dell’Appennino abruzzese, sotto una vecchia quercia si concedono una sosta sfogliando la loro rivista preferita: "La settimana Enigmatica". Come sempre, si appassionano alla rubrica “Strano ma vero”, che nell’ultimo numero in circolazione rievoca le vicende giudiziarie di un noto cavaliere del passato. Intorno a loro un gran silenzio, solo qualche nota stridula delle civette e di tanto in tanto lo stormire della vegetazione mossa da leggere folate che trascinano in una danza magica nuvole di foglie sulla terra umida. Così, abbandonati all’incanto d’un cielo profondo nel dolce autunno marsicano, dove nitide si accendono milioni di stelle, i nostri eroi, fra un rebus e un cruciverba, cascano in un sonno profondo...
Una vocina dispettosa d’un tratto li scuote e, aperti gli occhi, si ritrovano circondati da una strana banda d’esseri buffi e deformi.
Adelina – Oh mio dio, Arturo, guarda là...
Arturo – Oh, sì, Adelina, calma, non ci agitiamo...
La sinistra comitiva sembra capeggiata da uno gnomo paonazzo, con una vocina nasale. Quell’essere sbucato dalla notte li squadra con due occhi da microcebo del Madagascar e con un sorriso sforzato e cattivo...
Adelina – Oddio, Arturo, ma quello non è quello?
Arturo – No, quello non può essere quello!
Adelina – Ma sì, non è Brunella o Bruschetta?
Arturo – Brunetta fu un grande ministro della Seconda Repubblica, questo è uno gnomo!
Adelina – Appunto!
Arturo – Smettila! Non mi piace come ci guarda!
Adelina – Neanche a me! Ho paura Arturo!

Ed ecco che pian piano lo gnomo si avvicina ai due disgraziati...

Gnomo - Bene, bene... eccone qui altri due! Due teppistelli che vagano impunemente con la loro rivistucola demenziale!

Intanto, una strana mummia emerge dal gruppo...

Mummia - Due anarco-disfattisti sul Sacro Suolo Latino!

Ad Adelina la mummia e la sua voce da cane affogato ricordano quell’altro campione della storia italica che, se non erra, doveva chiamarsi Gasparetti o Gasparro... ma non dice niente.
Lo gnomo continua a sorridere con perfidia sempre più isterica.

Arturo – Signori, noi siamo solo due attori...
Gnomo – Zitto infedele! Adesso tu e la tua sordida amica ascolterete la Chanson de geste dedicata al nostro illustre antenato: Il Cavalier Plasticus. Rullino i tamburi!

Improvvisamente si scatena un rumore assordante di pignatte e tamburi di latta. _ Quegli strani esseri, percuotendo oggetti d’ogni sorta, si lanciano adesso in una danza sfrenata e, disponendosi in cerchio iniziano a cantare:
Maestro coi baiocchi nel fortino
per te il codice è un calzino
lo rigiri e ti levi dal casino!
La tua spada sta alta nella luce
per noi sarai sempre il vero duce...

Intanto, lo gnomo, al centro del circolo, cade in trance, grugnendo e sguazzando senza freni in una pozza melmosa. Poi, alzatosi, tutto impiastricciato di fango e mota boschereccia, getta un urlo lacerante...

Gnomo - Noi lo giuriamo per la verità, per la giustizia!
- E per gli affari nostri! - ripete in coro la comitiva invasata.
Gnomo – Settimo capitolo: Le straordinarie battaglie del Cavalier Plasticus contro l’infame setta delle "Toghe Rosse".

Scende un grande silenzio. Gli adepti di quella misteriosa confraternita attendono le parole dello gnomo con le bocche spalancate e gli occhi rossi di commozione. Adelina e Arturo osservano sgomenti.

Gnomo – Tutto ebbe inizio il 12 novembre del 1979. Il Grande Cavaliere era pacificamente alloggiato nel castello di Edilnord, dove si arrangiava con qualche lavoretto da semplice contabile. Mentre serenamente cospargeva di profumo alcune banconote destinate a opere di bene, ricevette la strana visita di tre provocatori travestiti da Guardie Finanziere. Con animo candido il Cavaliere disse a quegli infedeli «Io sono un semplice consulente esterno del castello, non so niente di bilanci e società, raccolgo e conto le elemosine». I tre infedeli, dopo aver tormentato il Sant’uomo, credendolo il padrone del castello e di tutti quei baiocchi, erano folgorati dal suo animo pio e inginocchiatisi gli chiedevano perdono per aver dubitato della sua parola. La loro conversione fu premiata: il Cavaliere, seduta stante, li battezzò Fratelli dell’ordine di Plasticus. Poi assunse direttamente il loro capo come avvocato al servizio dell’Opera dei Templari di Fininvest e in seguito lo fece eleggere onorevole di Fortitudo Italiae. Aaaah... la setta delle Toghe Rosse, furiosa per lo scacco subito, tormentò quei tre giovani convertiti, arrestandoli, processandoli e condannando in via definitiva il loro capo a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento... Aaaah...
Arturo – Beh, andiamo alla fine... l’elenco di queste avventure, se non sbaglio, è lungo assai!
Gnomo – Zitto, uomo invidioso! Il Cavalier Plasticus, assediato a più riprese da quei pidocchi delle Toghe Rosse, seppe sempre cavarsela! Come diciamo noi, fratelli?

All’appello dello gnomo, la comitiva di quelle creature della notte si lancia in una nuova danza, cantando:
Toghe rosse, toghe rosse
voi sarete orsù rimosse
non c’è trucco, non c’è inganno
le sentenze spariranno!

Adelina – Oddio, Arturo, ma è tutto vero?
Arturo – Strano ma vero, direi...
Gnomo -
Coda di serpe, penne di papere,
lingua di cane, denti di vipere
nel brodo dannato bollite a dovere!
Noi salveremo il più bel cavaliere!
Adelina – Aiutooo! Svegliami Arturo!
Gnomo – Fratres, fraterculi, audīte! Oggi, fra le grandi imprese del Gran Maestro ricorderemo quella in cui egli spezzò la manovra d’accerchiamento delle Toghe Rosse che lo accusavano d’aver corrotto l’avvocato Mills per testimoniare il falso in due processi. In verità vi dico, si trattava di due procedimenti in cui il Nostro era illecitamente accusato per tangentucole alle Guardie Finanziere e Finanziamento illecito al partito di San Bettino, più falso in bilancio. Ebbene, gli infedeli non avevano fatto i conti con il genio del nostro Duce! Appena egli ebbe chiara la trappola che i suoi nemici stavano ordendo, inviò sul fronte lo scudiero Alfanus, che con indomito coraggio e visto lo stordimento congenito del Parlamento, fece votare una leggina che imponeva la sospensione di ogni processo per le quattro più alte cariche dello Stato. Ed Egli, che in quell’ora era Primo Ministro, non poté essere toccato! Ora, sebbene la Corte Rossa condannava Mills per aver preso seicentomila dollari dal Cavaliere per testimoniare il falso, il 25 febbraio del 2012 il Gran Maestro veniva prosciolto per intervenuta prescrizione!
Arturo – Ma, scusi, e quegli altri due processi?
Gnomo – Per le tangentucole alle Guardie Finanziere... Assolto! Grazie alla testimonianza dell’Avvocato Mills!
Arturo – Ma non avete detto che Mills fu condannato per falsa testimonianza!
Gnomo – Irrilevante, minimus!
Adelina – Come irrilevante?
Arturo – E l’altro processo?
Gnomo - Nel processo per il finanziamento a San Bettino e il falso in bilancio... Assolto! E sapete perché? Perché il fatto non costituisce più reato! Infatti, con grande lungimiranza e tempestività, il Gran Maestro fece eliminare dal Codice Civile alcune inutili norme sul diritto societario: finalmente il falso in bilancio non fu più reato!
Adelina – Arturo, ma non è un po’ strana questa storia?
Gnomo - Audentes fortuna iuvas!
Arturo – Iuvat, magari... Audentes fortuna iuvat!
Gnomo – Inezie! Taci bolscevico molesto! Ed ora la nostra orazione...

Al richiamo del loro capo, la confraternita degli esaltati si dispone in processione e, accese delle lunghe fiaccole, s’incammina lungo i sentieri bui del bosco, recitando una strana litania...
Gnomo - Lodo Mondadori...
Coro – Prescrizione!
Gnomo – All Iberian 1
Coro – Prescrizione!
Gnomo – All Iberian 2
Coro – Il fatto non costituisce più reato!
Gnomo – Falsa testimonianza...
Coro – Amnistia!
Gnomo – Falso in bilancio...
Coro – Amnistia!

Le voci pian piano si allontanano e l’ammucchiata orante finalmente sparisce nel fitto della selva.

Adelina – Ma che è stato?
Arturo – Non lo so...
Adelina – Un incubo!
Arturo – Sì, forse un incubo...
Adelina – Allora abbiamo fatto lo stesso incubo!
Arturo – Può darsi, ma è strano!
Adelina – Ascolta, è meglio non leggere la "Settimana Enigmatica" prima di dormire...
Arturo – Hai ragione! Soprattutto la rubrica “Strano ma vero”!

Ci auguriamo che anche i lettori di Focus in seguano il consiglio.

domenica 29 settembre 2013, di Gigi Borruso