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Strano ma vero - 005

Quinta puntata su Focus In della saga fanta-enigmistica dei coniugi Sbigotti, artisti disadattati in un Paese un po’ caotico. Come sapranno i lettori che fin qui ci hanno seguito, l’unico conforto nella complicata esistenza dei nostri eroi pare sia la lettura de La Settimana Enigmatica, ultima rivista cartacea di controinformazione italica del prossimo futuro (immaginiamo d’essere intorno alla metà del XXI secolo D.C. o, per i più nostalgici, dell’era post D.C.).

Quindici dicembre 2050. Arturo e Adelina Sbigotti, ex commedianti inattuali e confessi, privi d’identità Google e assenti da ogni social network, dopo aver girovagato sul patrio suolo, fra terre un tempo fertili, allevamenti di lombrichi mutanti e ronde leghiste in mutande, sono precettati dalla Fondazione Stelle del Grillo come tradizionali spaventa-migranti-clandestini su uno scoglio delle Cinque Terre. Sfiniti, dai cicloni tropicali che ormai battono le coste del Bel Paese e dai droni dell’Alleanza che infestano il mediterraneo peggio dei piccioni in piazza S. Marco a Venezia, i nostri eroi si concedono una sosta in un anfratto a picco sul mare, sfogliando la loro rivista preferita: La settimana Enigmatica.

Adelina – Dici che qui siamo al sicuro?
Arturo – Chi vuoi che si occupi di noi!
Adelina - Quei droni la fuori mi danno sui nervi…
Arturo – Dai, tira fuori La Settimana Enigmatica!
Adelina – Ecco, prendi...
Arturo – Senti qua... Strano ma vero, “La stagione del Governissimo Letta”. Nel 2013 nacque in Italia il primo governo fra PD e PDL. Gli aedi dell’epoca sostenevano che la formula cosiddetta delle “larghe intese” fosse stata ispirata all’antico principio greco che recita “L’uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici”. I più maliziosi fra le fila del Popolo della Libertà pare invece sostenessero l’utilità di tale formula di governo, ispirandosi a una vecchia boutade di Montanelli che affermava “Non c’è alleato più prezioso di un nemico cretino”...
Adelina – Non capisco... che significa?
Arturo – E che ne so. Questa rubrica sta diventando veramente enigmatica...
Adelina – ... O i fatti di quell’epoca sono proprio imperscrutabili!
Arturo – Guarda qui... leggo: Nonostante la maggioranza delle “Larghe intese” fosse guidata da un presidente del consiglio noto in Europa come l’uomo dalle biglie d’acciaio, i suoi ministri Pdl minacciavano quotidianamente di sfasciare tutto se fosse stata applicata una leggina della Repubblica che imponeva la decadenza di un senatore condannato a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati per indulto) per frode fiscale.
Adelina – Scusa, ma in quale paese i ministri protestano l’applicazione delle leggi?
Arturo – Forse era questo il senso delle “larghe intese”?
Adelina – Boh. Ma chi era ‘sto senatore condannato per frode fiscale?
Arturo – C’è una nota... Per conoscere l’identità del malcapitato risolvete il 21 orizzontale del cruciverba Furbezzaghi a pag.18... vediamo... ecco: “I suoi reati furono 7 volte prescritti.”
Adelina – Boh. Senti qua... In quei convulsi mesi dell’autunno 2013 migliaia di persone dell’Africa e del Medio Oriente fuggivano da sanguinose guerre e dalla miseria. A bordo di fradice imbarcazioni, dopo aver pagato per il loro trasporto favolose somme a organizzazioni criminali, cercavano di raggiungere l’Italia. Tanti di loro morirono naufragando a poche miglia dalle coste siciliane. Il tre ottobre l’ennesimo barcone affondò dinanzi all’isola di Lampedusa e quasi quattrocento migranti annegarono. La tragedia suscitò grande impressione e sgomento nella pubblica opinione.
Arturo – Un mese dopo, il 5 novembre l’Aula di Montecitorio votò la procedura d’urgenza per discutere sulla “Disciplina organica del diritto di asilo e dello status di rifugiato”.
Adelina – Tuttavia la più lunga e partecipata seduta di Montecitorio fu quella del giorno seguente in cui si analizzava il bilancio della Camera e si discuteva del ristorante riservato agli onorevoli. Fu in quell’occasione che i deputati grillini, astenutisi il giorno precedente sul diritto d’asilo, si destarono. Proposero di trasformare il ristorante di Montecitorio in self service e maledissero l’assegnazione dell’appalto per la ristorazione a una società britannica che, a dir loro, avrebbe minacciato la “sicurezza nazionale”. L’argomento scatenò uno dei più accesi dibattiti parlamentari che si ricordino dall’Unità d’Italia. Vi fu chi apostrofò il ristorante come “avvelenatoio”, chi si lamentò del prezzo del minestrone, chi denunciò la separazione a tavola fra politici e dipendenti della camera...
Arturo - ...Il dibattito gastronomico fu però sospeso all’unanimità a causa della pausa pranzo. I deputati affollarono quindi la triste mensa del Palazzo per approfittare del menù riservato loro, dove un pranzo completo con dessert, amaro e caffè poteva raggiungere la spropositata cifra di 15 euro...
Adelina - ... mentre un semplice piatto di pasta con patate e zucchine veniva spacciato per l’onesta cifra di 2 euro!
Arturo – Trattandosi d’una mensa parlamentare, tenuta da ristoratori britannici, sarebbero state più convenienti le jacket potatoes, le “patate in giacchetta”...
Adelina – Mmmm... con burro, bacon e cheddar...
Arturo – Lasciamo perdere...
Adelina – Strano ma vero, due giorni prima del suddetto dibattito l’Istat aveva valutato in oltre seimilioni gli italiani senza lavoro...
Arturo – Cioè quelli che mangiavano solo le jackets senza le potatoes!
Adelina – Imprecando però in forme tutt’altro che british!
Arturo – Strano ma vero... Una questione ben più rognosa pare agitasse in quei giorni il Palazzo: le festività soppresse per i dipendenti del parlamento. Infatti, con l’abolizione di S. Giuseppe, dell’Ascensione, del Corpus Domini e di SS. Pietro e Paolo, gli impiegati parlamentari avevano maturato un indennizzo di circa mille euro per quattro giorni di ferie perduti in un anno...
Adelina - ... Negli stessi giorni il governo Letta con la “Legge di Stabilità” offriva a tutti gli altri lavoratori dipendenti un bonus fiscale che andava dai 3 ai 14 euro lordi al mese...
Arturo - Facciamo due conti... Allora, per racimolare la stessa cifra, dovuta ai dipendenti del parlamento per quattro giorni di ferie non godute, un comune disgraziato ci avrebbe impiegato... nel migliore dei casi circa sei anni, nel peggiore... 28 anni di lavoro!
Adelina – Sì, ma un comune disgraziato, ieri come oggi, quando va in ferie che si può godere?
Arturo – Al massimo, come noi, può imbracciare la Settimana Enigmatica e spararsi due cruciverba...
Adelina – ... Evitando la rubrica Strano ma Vero per non incorrere in versamenti di bile!
Arturo – Ascolta... Strano ma vero, la storia d’un ministro molto umano in un paese un po’ distratto.
Adelina – Leggi, magari chiudiamo con una storia edificante! Fra pochi giorni è natale!
Arturo – Da alcuni graffiti recentemente venuti alla luce nei bagni del carcere di Poggioreale è stato possibile ricostruire la toccante storia della ministra della Giustizia delle “larghe intese”, Anna Maria Cancellieri. Stando ai contorti segni incisi sul muro da un anonimo galeotto, pare che in quell’epoca oscura la Ministra avesse attivato un numero verde per rispondere personalmente ai familiari dei detenuti malati o depressi, al fine di consolarli e condividere i loro sfoghi sull’inclemente rigore della giustizia e sulle scandalose condizioni delle carceri italiane. Inoltre la Ministra pare assicurasse, almeno per le prime cento telefonate, il suo impegno per alleviare la pena o sollecitare la scarcerazione dei casi più disperati. Sciaguratamente gli italiani, tragicamente poco avvezzi al dialogo con le istituzioni, ignorarono l’appello della buona Guardasigilli e non chiamarono il numero verde. La ministra, sconsolata dinanzi a quel telefono muto, decise di comporre un numero a caso e raggiunse una certa famiglia Ligresti...
Adelina - La sua pietosa azione consentì almeno alla detenuta Giulia Maria Ligresti, affetta da anoressia, di vedersi commutare il carcere in arresti domiciliari. La stessa patteggiò in seguito una pena di due anni e otto mesi e uscì dagli arresti domiciliari il 19 settembre...
Arturo – ... A parte il felice caso della Ligresti, purtroppo le cronache di quell’anno registrarono 138 morti in carcere per cause non chiare, fra cui più di quaranta suicidi.
Adelina – Davvero una storia triste e commovente. Peccato che gli italiani siano sempre così scettici!
Arturo – Già questo è vero. Ma non è poi così strano.

venerdì 6 dicembre 2013, di Gigi Borruso