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Trasparenza e voto all’estero

Quando non è tempo di elezioni, siamo tutti felici di poterci occupare di altro (sognando l’attuazione di quei programmi). Ma quand’è il tempo per interessarsi a come funziona l’intero sistema del voto per verificare che sia sicuro e garantisca la legittimità di questo diritto/dovere del cittadino per cui ci diamo tanta pena? I volontari di Libera Francia si sono presi questo tempo in autunno, studiando per un paio di mesi come funziona il voto all’estero con i suoi complicati ingranaggi.

Per quale motivo? Come scrive una volontaria: “perché mi sento come un coniglio in mezzo alla strada, un tir mi sta abbagliando coi fari e non so cosa fare per non fare SPLAT”. I conigli siamo noi elettori, il tir il mastodonte burocratico che si mette in moto e poi non ci puoi più fare niente, lo SPLAT è il sentimento di impotenza e vergogna che ti prende quando poi scopri che ci sono stati brogli, ci sono state azioni illegali, tu c’eri, il tuo voto era lì in mezzo, e non hai potuto fare niente. Sentimenti già vissuti dopo le elezioni del 2008, quando, oltre a personaggi più o meno cabarettistici verso i quali la politica nostrana ci ha reso indulgenti, la Circoscrizione Estero è riuscita nell’impresa di avere un parlamentare eletto con i voti della ‘ndrangheta (Nicola di Girolamo, poi arrestato nel 2010 per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illeciti, nonché per la violazione della legge elettorale con l’aggravante mafiosa) e un secondo ancora sotto processo (Esteban Juan Caselli, in Argentina). Forse in tanti avete visto il famoso video disponibile su You Tube, girato in Australia, in cui si può osservare un tizio che nel suo garage vota centinaia di schede nello stesso modo. Con ogni probabilità questo signore non è lo stesso che in Svizzera ha stampato in proprio delle schede elettorali per farle votare a mucchi con la stessa preferenza compilata con la stessa grafia. Per fortuna almeno le false schede svizzere sono state scoperte e annullate da un solerte presidente di seggio, come si può leggere nei verbali della Giunta delle Elezioni, disponibili sul sito della Camera dei Deputati. Leggendo quei verbali, però, si scopre anche che diverse centinaia di presidenti di seggio di quello spoglio, nel 2008, non si sono presentati alla convocazione. In alcuni casi si sono presentati e non hanno completato i verbali, nonostante questa sia un’azione penalmente rilevante.
Coniglietti di fronte a un tir in corsa. Per fortuna, ritrovarsi in almeno dieci coniglietti fa venire voglia di inventarsi qualcosa. Se poi hai alle spalle un’associazione importante come Libera, resti magari un coniglietto, ma ti senti un leone! E così ci siamo messi a studiare, con calma e perizia, tutti i passaggi del voto all’estero, nella speranza che la possibilità di modificare gli aspetti più critici potesse farci passare la nausea di quanto scoperto di sporco e imperfetto.
u Ci siamo detti che le illegalità riscontrate fanno riferimento sostanzialmente a tre macroaree:
u • mancanza di cultura politica (illegalità non ascrivibili al processo elettorale in sé, ma all’abitudine al voto di scambio);
• mancanza di controllo sui candidati (casi conclamati di prossimità tra i candidati e i clan mafiosi, casi di inadempienza dei termini legali per la presentazione delle candidature);
• fragilità del sistema del voto per corrispondenza (falsificazione della stampa delle schede, schede palesemente votate in gran numero da una stessa mano, possibilità di sottrarre ai destinatari il plico contenente la scheda e votare al loro posto).
Analizzando punto per punto, ci siamo detti che era possibile, in tempi rapidi, proporre delle modifiche a questo sistema, per esempio con la famosa (e apparentemente ovazionata) “inversione dell’opzione di voto”. Questa consiste nel non inviare le buste elettorali alla totalità degli aventi diritto, ma solo a chi ne fa richiesta iscrivendosi ad apposite liste elettorali. Su 100 schede inviate nel 2008, per esempio, solo 42 sono state rispedite votate ai consolati: che risparmio sarebbe per lo Stato, e che sollievo sapere che non ci sono schede che si aggirano senza un destinatario attento e che possono quindi essere intercettate e votate senza che le autorità preposte possano farci alcunché. In discussione in novembre in Parlamento, questo semplice accorgimento non è stato approvato. Già si pensava mancassero i termini tecnici per un cambiamento di questo tipo con le elezioni programmate per la primavera, con la caduta del governo qualsiasi speranza di portare avanti queste battaglie è caduta con esso. Ma, ci siamo detti, si può ancora lavorare sulla selezione dei candidati. E per questo, facendo confluire in un’unica campagna il nostro impegno per la Circoscrizione Estero e quello dei residenti in Italia, militiamo con passione tra le file della campagna “senza la corruzione, riparte il futuro” (www.riparteilfuturo.it). Impegnamo già da subito i candidati che vogliono il nostro voto a compiere cinque gesti importanti:
• inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”.
• Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti.
• Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato.
• Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale
• Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari.
Mentre scrivo le firme che sostengono questa campagna sono 32500: lettori di Focus in, firmate anche voi la petizione su www.riparteilfuturo.it, e chiedete ai candidati di sottoscrivere i cinque impegni!
Ma per rendere veramente trasparenti delle elezioni all’estero, dove fare campagna elettorale è reso quasi impossibile da condizioni uniche (non poter fare porta a porta, né poter contare su media generalisti che alimentino dibattiti), sarebbe importante che anche i Consolati facilitassero la vita agli elettori, per esempio consacrando uno spazio sul loro sito ai candidati della Circoscrizione che li riguarda. Senza fare offesa all’imparzialità istituzionale della loro presenza on-line, potrebbero aggregare le proposte elettorali dei diversi partiti, nonché le biografie e i programmi dei candidati, e dare a tutti un minimo garantito di visibilità. L’impatto sulla trasparenza della campagna elettorale sarebbe immediato, perché ridurrebbe la discriminazione tra chi può disporre di molti mezzi economici per farsi pubblicità e chi no e incoraggerebbe gli elettori a consultare il sito dei consolati, riducendo la distanza tra le istituzioni e il cittadino.
Molto altro abbiamo studiato e molto altro sarebbe da dire (sulla bonifica dei dati AIRE, sull’incrocio dei dati con le liste consolari, sulla possibilità di avere scrutatori formati e motivati per lo spoglio delle schede a Roma), non tutto è riassumibile in un articolo, ma siamo senz’altro molto contenti di aver potuto presentare tutte le nostre perplessità - ed essere ascoltati attentamente - al nuovo Console Generale di Parigi Andrea Cavallari. Se infatti un punto ci è chiarissimo, è che bisogna creare un’alleanza di ferro tra le istituzioni e i cittadini attivi contro il comune nemico. Che è l’illegalità. Che produce disaffezione nell’elettorato onesto e corrode la società. Se il tempo che ci siamo presi quest’anno non è bastato per una modifica strutturale di questo sistema, contate su di noi per vegliare già da ora sulle elezioni di febbraio 2013 e per non mollare l’osso nemmeno dopo. Siamo dieci coniglietti, ma siamo molto determinati. Roar.

POSTILLA SULLA CITTADINANZA EUROPEA
Il 53% degli iscritti alle liste AIRE vive in Europa e, se non ha anche la nazionalità del paese in cui vive, si trova nella condizione di non poter votare per le elezioni politiche del paese in cui paga le tasse e abita, in tutto e per tutto, come gli autoctoni. Una riflessione sul voto degli italiani all’estero non può prescindere dalla necessità di prendere in considerazione quanto scritto in un’ottica temporale la cui proiezione naturale è quella di una piena cittadinanza europea. Le ultime generazioni, fortemente europee e decisamente mobili, che non riescono a essere rincorse dall’AIRE, sono il semplice prodotto della contemporaneità. I volontari di Libera Francia ritengono che sia necessario preparare con coraggio questo percorso, che sicuramente non può risolvere il bisogno di appartenenza delle nostre comunità nel mondo, ma certo può rispondere alla vita quotidiana della maggior parte degli italiani residenti all’estero.

POSTILLA SUL VOTO IN ITALIA
Se i vostri cugini rimasti nel Bel Paese vi prendono in giro per le figure certamente folkloristiche che si aggirano tra i candidati a rappresentare gli italiani nel mondo, rispondete con orgoglio due cose: 1. almeno noi possiamo dare le preferenze! E 2. almeno noi non dobbiamo stare attenti alle matite copiative! Infatti, “forse non tutti sanno che...” ci sono alcune partite di matite copiative che si cancellano con la gomma. Occhio in particolare a quelle datate 1981, 1999, 2005 e 2006. Chiedete al presidente di seggio di verificare e, eventualmente, segnalare nel verbale e alle autorità.
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/elezioni-in-europa/matite-cancellabili/matite-cancellabili.html

martedì 5 febbraio 2013, di Maria Chiara Prodi