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Tutta colpa dell’uomo

I disastri naturali si sono sempre abbattuti sulle popolazioni fin dai tempi del diluvio universale. Anche allora, era considerata in gran parte colpa dell’uomo, una punizione divina che avrebbe fatto tabula rasa di tutta la malvagità del mondo. Ma, per usare lo stesso esempio biblico, se allora Noé aveva avuto l’accortezza di preservare tutta la specie animale facendo salire sull’arca una coppia di ogni razza, così non sembra essere oggi. Anzi, e stavolta non è un’allegoria religiosa, spesso è proprio l’uomo ed essere la causa di disastri naturali. Ce lo mostrano le foto (e i testi) di Matteo Pellegrinuzzi.

L’UOMO : CHE FRANA


© Matteo Pellegrinuzzi

Può l’agricoltura intensiva modificare la natura ? La risposta è sì se pensiamo alle frane e agli smottamenti provocati dagli impianti intensivi di coltivazione. Accade infatti su quelle pendenze, soprattutto italiane dove, per permettere la raccolta automatica del vino, gli impianti siano stati modificati : dal sistema girappoggio, cioè i filari paralleli alla cima, al cosiddetto ritocchino che segue perpendicolarmente la pendenza della collina.
Questa differenza è fondamentale in quanto le radici nel primo sistema compattavano il terreno, mentre in caso di forti piogge, su terreni coltivati a “ritocchino”, il terreno in eccesso è portato a valle. Questo è successo in aprile a Broni, in Oltrepo’ Pavese, dove sotto le macerie di un’abitazione crollata a causa dell’urto con una massa di terreno franato è morto un anziano che non è riuscito a lasciare la sua casa.
© Matteo Pellegrinuzzi

Broni - Pavia : il maltempo provoca frane e smottamenti in tutto l’oltrepo’ pavese. A Broni crollano due palazzine facendo una vittima. Si scava per cercare il disperso per il quale non ci sono speranze.

© Matteo Pellegrinuzzi © Matteo Pellegrinuzzi

La frana di Broni - Pavia

© Matteo Pellegrinuzzi © Matteo Pellegrinuzzi

LA VENDETTA DEI FIUMI

© Matteo Pellegrinuzzi Inquinamento, surriscaldamento, siccità e alluvioni sono tutti fenomeni imputabili alla mano dell’uomo. L’eccessivo inquinamento provocato dalle automobili e dagli impianti di riscaldamento delle case fa innalzare la temperatura globale della terra provocando lo scioglimento dei ghiacciai permanenti. Questo ha avuto un effetto disastroso sui fiumi italiani che non avendo più riserve d’acqua estiva soffrono la siccità (che si ripercuote sulle agricolture).
I fiumi in secca ormai sono una costante, il Po sopra a tutti, seguito dal Ticino che ormai nei periodi di picco massimo è attraversabile a piedi.
A questo si aggiunge il divieto di dragare i letti dei fiumi, attività da sempre esistita, ma fatta spesso senza controllo. Ogni fiume porta con se detriti che deposita sul fondo provocando un innalzamento del letto che causa a sua volta, appena le piogge cadono abbondanti, piene e inondazioni.
Rispetto a solo dieci anni fa, ci si accorge a vista d’occhio nell’arco di pochi giorni dell’aumento o diminuzione della portata d’acqua di un fiume, questo perché i fiumi stanno diventando un polmone alimentato solo dalle piogge.

© Matteo Pellegrinuzzi

In alto : Una secca del fiume Ticino.
Sotto : Pavia - La piena del Ticino provoca disagi alla popolazione

© Matteo Pellegrinuzzi

Matteo Pellegrinuzzi, fotogiornalista pavese, da circa un anno vive e lavora a Parigi, da una decina d’anni scrive e soprattutto fotografa di cultura, cronaca, moda e spettacolo. Ha pubblicato su numerosi quotidiani e settimanali. Attualmente sta preparando vari reportage che lo porteranno dall’Italia a Parigi.
www.matteopellegrinuzzi.com

vendredi 15 janvier 2010, par Matteo Pellegrinuzzi