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Un paese schizofrenico

Per una volta sono in “profonda sintonia” con il mio dirimpettaio di colonna Franco Lombardi che è riuscito persino, in questo numero, ad anticipare una battura di Maurizio Crozza (il riferimento ad Albano e Romina di Lombardi è precedente alla copertina di Ballarò, parola di caporedattrice).
Tanto per non essere in perfetta sintonia però vorrei parlare della crisi identitaria che sta attraversando l’Italia. In un momento in cui si parla tanto di identità - nazionale, europea, regionale … - il Belpaese visto da fuori sembra piuttosto alle prese con identità multiple, schizofrenico; oppure è semplicemente basito davanti ad una sola identità, che appare sotto sembianze diverse, quella dell’infinito personalismo che caratterizza la politica da decenni. Possibile che si ripeta all’infinito – e quasi con le stesse persone – l’allucinazione di quello che proprio Lombardi chiamava il fenomeno dell’“uomo della provvidenza”?
Neanche la legge è riuscita ad arrestare il ritorno del pregiudicato Berlusconi, riabilitato agli occhi degli elettori in buona parte grazie a Renzi. Chi ci pensa più ormai che ha da scontare una pena e altri processi in corso? Pietro Grasso, presidente del Senato, che ha deciso da solo di costituire il Senato parte civile nel processo contro Berlusconi per la compravendita di parlamentari, è stato mitragliato di critiche dalla destra tutta, ancora appesa alle labbra (e ai voti) dell’antico leader. Hanno già fatto i conti: con la nuova legge così com’è ci sarebbe un unico vincitore, la coalizione che va dal centristra Casini (tornato all’ovile dopo averci provato con diversi partiti fallimentari) all’estrema destra, coalizione che litiga su tutto tranne che sulla supremazia di un delinquente.
Un altro che si sta già leccando i baffi è il comico Grillo, che a forza di urla e sparate sempre più sessiste e sempre più razziste, riesce ancora ad avere dei sostenitori. Ma quando i grillini occupano il parlamento e volano botte e insulti che in confronto gli scaricatori di porto sono mammolette, come si fa a credere ancora alle sue balle? Ormai è chiaro che il piano di Casaleggio (sempre più presente accanto al comico) è una megatruffa, a forza di falsi twit e post deliranti. Come il popolo azzurro, neanche loro chiedono mai scusa, anzi accusano gli altri facendo passare cose in confronto ridicole per la classica trave nell’occhio. Se poi veramente non ce la fanno, ecco che arrivano i troll e gli hacker che piratano il sito nella notte: come si fa a credere che il numero 1 del marketing digitale si faccia piratare così e a ripetizione? Non c’è nessuno nel suo magico mondo virtuale che ne capisca qualcosa? Se è così è preoccupante.
Aggiungerei un terzo carismatico leader, Matteo Renzi, pallida copia di questi due ma comunque uomo della provvidenza: simpatico, pieno di verve e di battute, alla mano, un po’ sbruffone, sorprendente (anche lui con le sparate non ci scherza), anticonformista (la sinistra non va d’accordo con la destra, ‘mbé?) … seduce sia a destra che a sinistra. Matteo, ti vorrei dire una cosa: non ti montare la testa, non ti far contagiare prima che sia troppo tardi, ché l’Italia non ne può più dei simpaticoni che infossano il paese. E dall’estero ti assicuro che facciamo ridere i polli.

martedì 18 febbraio 2014, di Patrizia Molteni