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Valentina Bonizzi : lavoro ed intimità

Arrivata relativamente di recente in Scozia prima come studente Erasmus e poi per un Master in Fotografia, Valentina Bonizzi fa parte di quella generazione per cui l’emigrazione è diventata “mobilità”, il naturale spostarsi seguendo i propri percorsi progettuali. Perché allora interessarsi all’emigrazione, in particolare quella delle donne ?

Foto Valentina bonizzi “Nel dicembre 2008 ho iniziato a sentire il bisogno di iniziare un progetto che prendesse in considerazione l’immigrazione italiana in Scozia”, racconta Valentina Bonizzi. “Dopo aver fatto una ricerca approfondita su ciò che era già stato scritto e fotografato sul tema, la mia riflessione si è concentrata sulle ragioni di questa scelta”, continua. “Lavoro sempre su due progetti che si sviluppano parallelamente e quando ho sentito il desiderio di approfondire il tema dell’immigrazione, stavo lavorando sul concetto di casa da qualche mese. Ho capito allora che il mio soggetto dovevano essere donne, italiane, lavoratrici, residenti in Scozia”.
Un lavoro di ricerca fotografica ma anche, quasi, antropologica poiché Valentina ha incontrato le sue “modelle” sia in casa, come “rappresentazione della loro intimità” che sul posto di lavoro, “come rappresentazione del loro contributo alla società scozzese”. Innanzitutto hanno parlato, tanto..
Foto di Valentina Bonizzi “A casa loro abbiamo ripercorso insieme le fotografie, gli oggetti e i libri che le hanno seguite, dall’Italia”, spiega la Bonizzi. “Anche i colori sembra che abbiano viaggiato insieme a loro, assumendo un’importanza vitale nella loro quotidianità”. C’è da dire che nella cultura britannica l’arredamento interno privilegia colori più sul pastello o comunque più nordici rispetto a toni che, da noi, denotano una solarità mediterranea e una terra dai colori più diversificati in confronto alle interminabili distese di verde perfetto delle campagne britanniche.
Hanno parlato anche delle scelte che hanno determinato il percorso verso la Scozia, dello spazio, e del diverso valore che questo assume nel tempo.
Nelle foto scattate negli spazi lavorativi, Valentina ha chiesto alle donne di immaginare di essere su di un ponte che metaforicamente era il loro lavoro. Il ponte univa la Scozia all’Italia e rappresentava il loro contributo ad un paese che inizialmente era straniero, e poi ha iniziato a far parte della loro familiarità. Nel momento in cui scattava la foto, loro dovevano immaginarsi di essere sul punto più alto di questo ponte. E dovevano dirle da che parte guardavano, se verso l’Italia o verso la Scozia, e in che modo vedevano, o non vedevano, in certi casi, il loro Paese d’origine.
I risultati sono diversi : c’è chi guarda verso il mare o verso i palazzi di fronte e comunque porta lo sguardo fuori dalla finestra verso quella città che è diventata la loro ; chi invece chiude gli occhi, li copre addirittura (ma è proprio così brutta da guardare l’Italia ?), si posiziona verso l’interno, con un atteggiamento più introspettivo e forse leggermente tinto della nostalgia di chi magari non ha scelto di partire.
Foto di Valentina BonizziAnche nell’intimità casalinga, si nota quel tocco italiano, dai colori alla moka italiana, integrato a motivi più british (il vaso di fiori che non manca mai). E quella signora che guarda la mela nel suo giardinetto così scozzese ? “Quando sono andata a casa sua, ho notato sopra il suo letto un tessuto asiatico che raffigurava l’universo, bellissimo. Mi ha spiegato che rappresentava la perfezione ma che essendo un ricamo fatto a mano non poteva essere perfetto e abbiamo discusso a lungo sull’esistenza della perfezione nel mondo. Quando ho fatto la foto nel giardino, c’era una mela posata sul tavolo, un po’ ammaccata e ho sentito subito che quella sarebbe stata l’immagine più autentica e che più rifletteva l’atteggiamento di quella donna”. In effetti anche se molte delle donne fotografate emanano un senso di serenità, di un equilibrio conquistato tra due paesi, due culture, due modi di essere sul lavoro e tra le mura familiari, forse questa è l’immagine che dà più l’idea di una persona in pace con se stessa, come se dicesse : nessun luogo è perfetto ma io sto bene così.

jeudi 19 mars 2009, par Patrizia Molteni