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Youth : un microcosmo wellness arredato rococò

Ultimo film di Paolo Sorrentino, “Youth”, presentato in concorso al Festival di Cannes 2015.
La pellicola è uscita nelle sale cinematografiche il 20 maggio, a due anni esatti dall’uscita del precedente film di Sorrentino, “La Grande Bellezza”.
“La Giovinezza”, questo il titolo in Italia, racconta la storia di Fred Ballinger (Michael Caine) e Mick Boyle (Harvey Keitel) ; uno, un noto compositore e direttore d’orchestra ritiratosi dalle scene ; l’altro, famoso regista impegnato nel portare a termine la sceneggiatura di quello che sarà il suo “film-testamento“, “L’ultimo giorno della mia vita“.
Uno apatico, annoiato e solitario, l’altro animato da una cinica leggerezza, giovanile ed entusiasta. Entrambi ottantenni e amici da una vita.
Girato quasi interamente allo Schatzalp Hotel di Davos nelle Alpi svizzere (posto idilliaco conosciuto ai letterati come l’Hotel citato da Thomas Mann nell’opera “La montagna incantata”), qui i due main characters trascorrono le loro giornate tutte uguali tra passeggiate e chiacchiere godendo di lussuosi servizi e lunghe sedute di massaggi ai quali i due si sottopongono stoicamente nel tentativo di uscirne rimodellati più che rigenerati.
Ma Fred e Mick non sono gli unici ospiti dell’Hotel-sanatorio.
Le trame delle loro giornate lunghe e inconcludenti si intrecciano allora con personaggi terzi.
Alcuni sono presenti, quali Lena (Rachel Weisz), figlia di Fred ; Jimmy Tree (Paul Dano), giovane attore hollywoodiano impegnato a ritrovare la sua dimensione artistica in vista di un nuovo importante ruolo ; o la diva Brenda Morel (Jane Fonda). Altri sono invece presenti nei dialoghi, nei ricordi, ma non compaiono, come Melanie, moglie di Fred – che si scoprirà solo alla fine del film essere ricoverata in stato catatonico.
In questo microcosmo wellness arredato rococò, ci sono in ultimo, ma non meno importanti, i personaggi presenti fisicamente ma che di fatto non intervengono nella sceneggiatura in modo significativo, o forse sì (in questo senso Sorrentino lascia libera interpretazione allo spettatore). Sono comparse, chicche comiche e volutamente kitsch, che confusamente aggiungono interrogativi mai esplicitati. Ne è un esempio il personaggio di Diego Maradona (Roly Serrano), chiamato in causa dal regista partenopeo (forse) per omaggiare il leader del suo Napoli o - forse - per fornire un esempio di come la vita, così come la fama, sono spesso imprevedibili. Maradona personifica la caducità della vita, ma - a dimostrazione del fatto che siamo noi a conferire un’età ai nostri anni, Maradona sa ancora palleggiare in maniera inimitabile nonostante la decadenza fisica. Altro esempio è Miss Universo (Madalina Diana Ghenea), personaggio appena accennato e chiamato in scena ad incarnare la Giovinezza. Bella e incredibilmente sexy, allude forse all’episodio biblico di Susanna e i vecchioni. E ancora, il monaco tibetano e l’alpinista con la faccia da pesce lesso.
Una miriade di indizi che sfuggono tra le mani, “Youth” è un via vai di personaggi che intervengono a scandire la grande riflessione su cui ruota l’intera sceneggiatura : il dramma di Fred e Mick di fronte a un tempo che è e non è più, una vita che è stata e su cui incombe l’eterno interrogativo del domani.
C’è un antidoto alla vecchiaia ? Forse sì, ma intanto il tempo passa, scorre lento, e con esso i movimenti di macchina che minuziosamente inseguono una gestualità imperturbabile che si sprigiona in una eco che risuona in un panorama che toglie il fiato nella sua grandezza.
Il finale s’impenna : tutti i punti di riferimento ai quali lo spettatore era riuscito fin qui ad ancorarsi, si capovolgono, e allora, la ridicola trionfezza di Mick si sgretola e si scopre una fragilità che lo conduce al suicidio (il regista si lancia dal balcone - che non sia questo un riferimento a Monicelli ?). Dall’altra parte Fred, conosciuto fin qui come personaggio apatico e arreso, supera finalmente quel “blocco vitale” e torna sotto i riflettori del palcoscenico di Buckingham Palace deciso a ritrovare le temps perdu, la sua Giovinezza.
Il film si chiude, “questa stronzata del cinema finisce, la vita va avanti !”

mardi 4 août 2015, par Margherita Teodori