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Santa Cesarea Terme

mare dei caraibi e spiaggia alla francese

Per il prossimo anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare…
Riprendo le parole della celebre canzone di Mina degli anni Sessanta per consigliarvi una vacanza da sogno a Santa Cesarea in Puglia.
La Puglia, la più lunga tra le regioni italiane, è conosciuta da alcuni anni grazie al Salento, triangolo di terra ricco di storia, cultura e tradizioni tra le province di Lecce, Taranto e Brindisi, tra i mari Ionio e Adriatico. Del Salento e della Puglia sono le immagini degli ultimi film di Ozpeteck, “Mine vaganti” e quello che uscirà nel 2014, tanto che il Festival del Film italiano di Villerupt dedica proprio a questa regione la programmazione di quest’anno. Insomma un luogo “inCantato”, per fare il verso al titolo del primo piano di questo numero, e ballato, per riprendere di nuovo i primi versi di una canzone di Caparezza “ vieni a ballare in Puglia…” con i quali inizia una sorta di pizzica sfrenata, descrizione perfetta della realtà di questa terra meravigliosa.
Lecce, mi aveva già conquistato due anni fa. Città barocca elegantissima e raffinata che conserva un’aria paesana dietro le facciate dei palazzi e delle piazze mescolando antico e moderno, mostre d’arte, installazioni e mercatini di artigianato.
Da non perdere neanche Otranto la città dei martiri, bianca, a picco sul mare e con visita guidata gratis. Eh sì perché in Puglia si fanno visite guidate gratis il sabato, il venerdì si fanno attività sportive o passeggiate naturalistiche e il giovedì si scoprono mercati e o sagre, dove si possono assaggiare le delizie locali. La gastronomia, altro viaggio inebriante! La prima cosa che stupisce è che in Puglia ci sono prezzi normali: per esempio in ogni ristorante la bottiglia d’acqua minerale da un litro costa un euro così come il caffè…. Oltre agli agriturismi, diventati ormai delle piccole fabbriche di cucina a buon mercato, esistono ristorantini deliziosi in località meno note ma con menù e prezzi assolutamente fantastici. Vi consiglio “Da Mustafà” a Vignacastrisi, il cui polpo su letto di ceci è un sogno e “da Amedeo” a Castro con antipasti eccezionali.
E infine il mare. Santa Cesarea Terme, a sud di Otranto, sulla sommità di un altipiano aspro a picco sul mare, caratterizzata da un’architettura tipica del primo Novecento, è un piccolo villaggio termale dominato da una bizzarra costruzione orientale in stile Liberty, luogo magico per trascorrervi le vacanze. Le sue coste presentano il fenomeno delle sorgenti termali con acque sulfuree che sgorgano a temperature variabili in quattro grotte naturali lungo la scogliera a picco. E’ uno dei luoghi più affascinanti del Salento.
Luogo magico per il colore del mare tra il verde acqua e il turchese, merito delle sorgenti di zolfo delle terme, pare, ma colori così non ne vedevo da un po’. Certo bisogna amare il mare e prepararsi a salite e discese ma è bellissimo e molto riposante. E, soprattutto, a Santa Cesarea la spiaggia è vissuta alla francese. Cioè?
In Francia andare in spiaggia è un’azione normale, ci si prepara, si arriva in spiaggia, si stende un telo e si prende il sole. A volte si viene con l’ombrellone, altre senza, a volte si fa il pic nic, altre no, si va in spiaggia per prendere il sole e fare il bagno… tutto lì. In Italia spesso non è così: si va in spiaggia per farsi notare, ci si veste da spiaggia con un guardaroba di copricostumi, parei e bikini che vanno cambiati almeno 5 o 6 volte al giorno, adattando il colore del costume al grado di abbronzatura raggiunto. L’ombrellone è possibilmente sempre lo stesso, in uno stabilimento balneare, con vicini di ombrellone con cui socializzare, ma soprattutto rivaleggiare (se appartenete a questo tipo di bagnanti la mia caporedattrice consiglia gli stabilimenti di Lido Adriano frequentati prevalentemente da balene). Sì, in Italia prendere il sole non è più un momento di svago o di relax ma una sorta di prova del 9 sul come ci vedono gli altri. A Santa Cesarea invece si va in spiaggia per fare il bagno e prendere il sole e l’ultima cosa di cui preoccuparsi è la tenuta da spiaggia… di che rendere il nostro ritorno meno complicato!

domenica 29 settembre 2013, di Tiziana Jacoponi